Progetto editoriale di educazione finanziaria
La bussola dell’investitore

Le tre corsie di chi investe

Adeguatezza, appropriatezza, execution only: chi valuta davvero se un investimento fa per te

In un’azienda, prima di impegnare capitale, qualcuno si siede e valuta se quell’investimento regge i conti: se è coerente con gli obiettivi, con la cassa, con i rischi che ci si può permettere. È il mestiere di chi si occupa di finanza d’impresa, ed è una rete di sicurezza che si dà per scontata.

Sul patrimonio personale quella stessa valutazione a volte c’è e a volte no, e dipende da come investi, non da quanto investi. La legge lo riconosce e costruisce tre livelli di tutela. Non sono tre prodotti né tre qualità di servizio: sono tre corsie, distinte da una sola domanda, chi valuta cosa. Sapere in quale ti trovi è il primo passo per decidere con consapevolezza.

La stessa scelta, tre livelli di tutela

La cornice è europea, la direttiva MiFID II, recepita in Italia nel Testo Unico della Finanza e nel Regolamento Intermediari della Consob. Il principio che la attraversa è semplice da enunciare e importante da capire: la tutela dell’investitore si affievolisce progressivamente man mano che il servizio diventa più esecutivo. Dove c’è consulenza o gestione, la valutazione è piena. Dove c’è solo l’esecuzione di un’operazione che parte da te, la valutazione è essenziale. Dove operi in totale autonomia, la valutazione non c’è affatto. Meno qualcuno valuta al posto tuo, più la responsabilità della scelta è tua.

Adeguatezza: la valutazione piena

È la corsia della consulenza e della gestione di portafogli. Prima di raccomandarti qualcosa, il professionista deve conoscere tre cose di te: la tua conoscenza ed esperienza degli strumenti, la tua situazione finanziaria e quanta perdita puoi davvero sostenere, i tuoi obiettivi con il relativo orizzonte temporale e la tua tolleranza al rischio. Solo se un investimento è coerente con tutti e tre questi profili può esserti raccomandato.

Qui la tutela è massima per una ragione precisa. Se il professionista non ottiene queste informazioni, non può procedere: non è ammesso raccomandare al buio. E nella consulenza deve consegnarti una dichiarazione di adeguatezza, un documento che spiega perché quella proposta è adatta proprio a te. È la corsia in cui qualcuno risponde della coerenza tra ciò che ti viene proposto e chi sei.

Riferimenti: art. 25, par. 3 della direttiva MiFID II; art. 54 del Regolamento Delegato UE 2017/565; art. 40 del Regolamento Intermediari Consob.

Appropriatezza: la valutazione essenziale

È la corsia di chi acquista un prodotto senza ricevere una consulenza, ad esempio quando un intermediario colloca uno strumento o esegue un’operazione che gli chiedi. La valutazione qui è più leggera e guarda una cosa sola: se hai la conoscenza e l’esperienza per capire i rischi di quello strumento. Non entra nel merito dei tuoi obiettivi, del tuo orizzonte o della tua situazione complessiva.

C’è una conseguenza pratica che molti non conoscono. Se lo strumento risulta non appropriato per te, l’intermediario ti avverte, ma tu puoi procedere lo stesso. E se non fornisci le informazioni, ti avverte solo che non è in grado di valutare. È una tutela reale ma parziale: ti protegge dallo strumento che non capiresti, non dallo strumento sbagliato per i tuoi obiettivi.

Riferimenti: art. 25, par. 2 della direttiva MiFID II; artt. 55 e 56 del Regolamento Delegato UE 2017/565.

Execution only: nessuna valutazione

È la corsia del fai-da-te puro. Dai l’ordine e basta, di solito da un broker online. A determinate condizioni l’intermediario può eseguirlo senza valutare nemmeno l’appropriatezza: serve che si tratti di strumenti considerati non complessi (per esempio azioni quotate sui mercati regolamentati, molti fondi armonizzati, titoli di Stato e obbligazioni ordinarie), che l’iniziativa sia tua e che tu venga avvertito che nessuna valutazione di appropriatezza è stata svolta.

Qui non c’è nessun filtro, né sui tuoi obiettivi né sulla tua esperienza. È la corsia con più libertà e meno costi, e per molti va benissimo così. Ma è anche quella senza rete: se lo strumento non fa per te, non c’è nessuno a segnalartelo, e tutta la responsabilità della scelta resta sulle tue spalle.

Riferimenti: art. 25, par. 4 della direttiva MiFID II.

Le tre corsie di chi investe Le barre di tutela crescono da nulla per execution-only, a parziale per appropriatezza, a piena per adeguatezza. Execution-only Nessuna valutazione Appropriatezza Conoscenza, esperienza Adeguatezza Il quadro completo Meno tutela, più autonomia Più tutela, valutazione completa
Meno qualcuno valuta al posto tuo, più la responsabilità della scelta è tua.

Cosa cambia per te

Le tre corsie non sono una scala dal peggio al meglio. Sono scelte diverse, con equilibri diversi tra autonomia, costo e tutela, e nessuna è giusta in assoluto. Il fai-da-te costa meno e ti lascia mano libera, ma mette tutto il peso della valutazione su di te. Una consulenza costa di più e in cambio aggiunge una valutazione che da solo non avresti. La domanda utile non è quale corsia sia la migliore, ma quale sia coerente con il tempo che puoi dedicarci e con la complessità del tuo patrimonio.

I contenuti di questa pagina hanno finalità informativa ed educativa e non costituiscono consulenza finanziaria, raccomandazione personalizzata o sollecitazione all’investimento.

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