La coppia inseparabile
«Questa è la lezione più corta da spiegare e la più lunga da digerire. La regola sta in una riga, e la sai già. Quello che quasi nessuno sa è perché funziona così, e senza il perché la regola si dimentica al primo che te la racconta bene.»
Ad Anna sono arrivate due proposte nella stessa settimana. La prima dice: «rende il 2% all’anno, e il capitale è protetto». La seconda dice: «rende il 9% all’anno, ed è sicuro come un conto in banca».
Anna sa che una delle due non torna. Ma se le chiedessero perché, non saprebbe rispondere. E finché non sa rispondere, resta indifesa.
Perché non può esistere il 9% sicuro
Facciamo un giro largo, e passiamo per una cosa che Anna conosce: le case.
Immagina un appartamento in affitto che rende 1.000 euro al mese, quindi 12.000 euro l’anno. L’inquilino paga sempre, il palazzo è a posto, la zona è viva. Quanto vale quell’appartamento? Dipende da tanti fattori, ma di certo non lo compri per 50.000 euro. A quel prezzo renderebbe il 24% all’anno senza problemi in vista, e prima ancora che tu finisca di leggere l’annuncio lo avrebbe comprato qualcun altro.
Ecco il punto: se una cosa rende molto e non ha rischi, qualcuno la compra subito. E comprandola ne alza il prezzo. E salendo il prezzo, quello che rende a chi la compra dopo scende. Il rendimento alto si consuma da solo, come una fila davanti a un banco che regala qualcosa: dura finché non se ne accorgono gli altri, cioè pochissimo.
Quindi, quando trovi qualcosa che promette molto ed è ancora lì, disponibile, che aspetta proprio te, la domanda giusta è una sola: perché non se l’è già preso nessuno?
Le risposte possibili sono due. O c’è un rischio che tu non hai ancora visto e che gli altri hanno visto. Oppure quella cosa non è come te l’hanno raccontata.
La parola che cambia tutto: «possibile»
Adesso la parte che sembra un cavillo e invece è il cuore della lezione.
Si dice spesso «più rischio, più rendimento». Detta così è falsa, e crea più danni di quanti ne eviti. Chi la prende alla lettera pensa che basti scegliere la cosa più mossa per guadagnare di più, e resta sorpreso quando perde.
La frase giusta è più lunga e vale la fatica: più rischio ti dà la possibilità di un guadagno più alto, e insieme la possibilità di un risultato peggiore. Le due possibilità arrivano sempre in coppia, mai una sola.
E qui c’è il ragionamento che chiude il cerchio, quello che ad Anna serviva. Se quel guadagno più alto fosse garantito, non ci sarebbe nessun rischio. E se non ci fosse nessun rischio, tornerebbe la fila di prima: tutti lo comprerebbero, il prezzo salirebbe, e il guadagno alto sparirebbe. Il rendimento più alto esiste solo perché non è garantito. È il compenso per l’incertezza, e senza incertezza non c’è compenso.
Per questo la coppia è inseparabile: ogni volta che qualcuno prova a separarla, arrivano i compratori e la rimettono insieme.
«Se hai capito perché il ventaglio si allarga invece di inclinarsi, hai capito la cosa che manca a metà delle persone che investono da anni. Il pezzo che resta è più facile, ed è quello che ti serve per non farti fregare.»
La trappola: quanto balla il prezzo, e quanto rischi davvero
C’è un modo di misurare il rischio che va per la maggiore perché è comodo: guardare quanto balla il prezzo. Un prezzo che si muove poco viene chiamato prudente, uno che si muove tanto viene chiamato rischioso.
È una parte della storia, e va detto che è una parte utile: sapere quanto una cosa oscilla ti dice quanto ti tremeranno le mani quando la vedrai scendere.
Ma è solo una parte, e la differenza si vede con un esempio. Un’azienda che sta lentamente morendo, di cui pochi si occupano, può avere un prezzo tranquillissimo per mesi. Un’azienda solida e molto seguita può avere un prezzo che salta ogni giorno. Il grafico dice che la prima è prudente e la seconda è mossa. La realtà è che nella prima rischi di perdere tutto e nella seconda no.
Il ballo del prezzo si misura. Il rischio di perdere per sempre sfugge a ogni misura, e non c’è nessun grafico che te lo mostri. Buffett lo ha detto agli studenti della Columbia, con una frase che vale tutta la lezione: «Il rischio nasce dal non sapere quello che si sta facendo.»
Il primo contratto di assicurazione marittima che si conosce è italiano e ha una data: 1347, Genova. Un certo Giorgio Leccavello si prende su di sé, per 6 mesi, il rischio della nave Santa Chiara in partenza per Maiorca, e l’atto lo scrive il notaio Tomaso Casanova nel suo studio, in Banchi. Da quel momento il rischio smette di essere una sensazione e diventa una cifra scritta su un foglio, che qualcuno paga e qualcun altro incassa. Chi assicurava sapeva benissimo che una rotta d’inverno costava più di una rotta d’estate: il prezzo del pericolo si trattava al banco, come il prezzo del pepe.
Quando qualcuno ti promette un guadagno alto e sicuro insieme, non serve che tu capisca il prodotto. Ti basta la domanda della fila: se davvero rendesse tanto senza rischio, perché sta offrendolo a me invece di tenerselo? Chi ha in mano una cosa così non gira a cercare clienti. E se dopo la domanda ti fa fretta, hai già la risposta.
Il simulatore · quello che è già successo
Nel marzo 2009, quanto trovi?
- Se una cosa rendesse molto senza rischio, qualcuno l’avrebbe già comprata e il rendimento sarebbe sparito. Per questo la coppia non si separa.
- Più rischio vuol dire un ventaglio più largo, che comprende un guadagno più alto e anche un risultato peggiore.
- Quanto balla il prezzo si misura. Il rischio di perdere per sempre no, e nessun grafico te lo mostra.
