Progetto editoriale di educazione finanziaria

Fondo pensione: cambiare chi versa vale 460 euro l’anno

Versare nel fondo pensione con un bonifico a dicembre oppure farselo trattenere in busta paga porta allo stesso conto sul fondo, ma a due risultati diversi sulle tasse. La differenza arriva a 460 euro l’anno, e nasce da come sono scritte le detrazioni da lavoro dipendente.

Le 2 detrazioni da lavoro dipendente a confronto su un reddito di 40.000 euro: 868 euro versando al fondo pensione con un bonifico, 1.328 euro con la trattenuta in busta paga, con un salto di 460 euro fra le due

Ogni anno, verso il 15 dicembre, migliaia di persone fanno lo stesso gesto: aprono l’home banking e mandano un bonifico al proprio fondo pensione, per arrivare al tetto deducibile prima che l’anno finisca. Il fondo incassa, il conto sale, e a marzo quel versamento abbassa le tasse.

Funziona. Solo che esiste un secondo modo di far arrivare quei soldi allo stesso fondo, e sulla dichiarazione dei redditi produce un risultato diverso.

460 € quanto vale la differenza, ogni annoSu un reddito di 40.000 euro, con 5.300 euro versati nel fondo. Stessi soldi, stesso fondo, stesso rendimento. Cambia soltanto chi materialmente fa il versamento.

Le 2 strade per mettere soldi nel fondo

La prima è quella che conoscono tutti: ci pensi tu. Fai un bonifico dal tuo conto al fondo pensione, quando vuoi e quanto vuoi, e a fine anno lo dichiari.

La seconda è meno conosciuta: lo fa il datore di lavoro per te. Chiedi all’ufficio del personale di trattenere una cifra dalla busta paga ogni mese e di girarla al fondo. Molti lo fanno già senza saperlo, perché nei fondi di categoria il contributo passa sempre da lì. Chi invece ha un fondo aperto o un piano individuale può chiedere lo stesso servizio, se il datore accetta di farlo.

STRADA 1 Il bonifico lo fai tu, dal tuo conto STRADA 2 La busta paga lo trattiene il datore di lavoro IL FONDO PENSIONE 5.300 euro identici in tutti e 2 i casi Sul fondo non cambia niente. Quello che cambia sta sulla dichiarazione dei redditi.

Cosa vuol dire che un versamento è deducibile

Quando versi nel fondo pensione, quei soldi sono deducibili fino a 5.300 euro l’anno, che è il tetto salito dal periodo d’imposta 2026 (prima erano 5.164,57 euro).

Deducibile vuol dire che quella cifra si toglie dal reddito su cui paghi l’imposta. Se guadagni 40.000 euro e ne versi 5.300, l’IRPEF la calcoli su 34.700. Lo stesso vale per le addizionali regionali e comunali, che si calcolano anche loro su quel reddito già ridotto.

Fin qui le 2 strade sono identiche. La deduzione la ottieni in tutti e due i casi.

Il passaggio che quasi nessuno conosce

Nel calcolo delle tasse esistono 2 grandezze che si somigliano e che invece fanno cose diverse.

Le 2 parole da non confondere

Reddito complessivo è tutto quello che hai guadagnato nell’anno, prima di qualunque sconto.

Reddito imponibile è quello che resta dopo aver tolto gli oneri deducibili, fra cui il fondo pensione. È la base su cui si calcola l’imposta.

Quando fai il bonifico da solo, quei 5.300 euro sono un onere deducibile: abbassano l’imponibile, e il reddito complessivo resta quello di prima.

Quando invece il datore di lavoro trattiene la stessa cifra dalla busta paga, la legge dice che quelle somme non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente. In pratica non entrano proprio nello stipendio, quindi il reddito complessivo scende davvero.

Perché quella differenza vale soldi veri

Conta perché le detrazioni da lavoro dipendente, cioè lo sconto d’imposta che spetta a chi ha un contratto da dipendente, si calcolano proprio sul reddito complessivo. E più il reddito complessivo è basso, più quella detrazione è alta.

Nella fascia fra 28.000 e 50.000 euro la legge la fa scendere in modo regolare: parte da 1.910 euro e si riduce man mano che il reddito sale, fino ad azzerarsi a 50.000. Ecco il conto su un reddito di 40.000 euro, con 5.300 euro versati nel fondo.

Bonifico fatto da te 868 € Il reddito complessivo resta 40.000 euro
Trattenuta in busta paga 1.328 € Il reddito complessivo scende a 34.700 euro
LA DETRAZIONE DA LAVORO DIPENDENTE 868 € 1.328 € bonifico fatto da te trattenuta in busta paga +460 € Le colonne sono in proporzione. Il salto fra le 2 è tutto qui, e si ripete ogni anno.

Sono 460 euro di differenza, ogni anno, a parità di tutto il resto: stessi soldi versati, stesso fondo, stesso rendimento. Cambia soltanto chi materialmente fa il versamento.

Il limite: sopra i 50.000 euro non funziona

Dove questo vantaggio si ferma

La detrazione da lavoro dipendente si azzera a 50.000 euro di reddito complessivo. Sopra quella soglia vale zero, quindi abbassare il reddito complessivo non la fa risalire e le 2 strade pareggiano.

La deduzione, che è la parte più grossa del beneficio, resta comunque a tutti.

C’è però un caso intermedio che vale la pena guardare: chi guadagna poco sopra i 50.000 euro, versando in busta paga può riportare il reddito complessivo sotto la soglia e riprendersi una detrazione che oggi non ha.

Come si verifica sul proprio caso

  1. Si guarda la busta paga. Se compare una trattenuta per il fondo pensione, quella strada è già attiva. Chi è iscritto a un fondo di categoria di solito ce l’ha, perché il contributo passa dal datore per come è costruito il sistema.
  2. Si chiede all’ufficio del personale. Chi versa di tasca propria a un fondo aperto o a un piano individuale può domandare se è possibile far passare il versamento dalla busta paga. È una domanda che si fa in 2 minuti, e la risposta dipende da come è organizzata l’azienda.
  3. Si fanno i conti con chi ha i numeri veri davanti. Il consulente del lavoro, il commercialista o il CAF che prepara la dichiarazione vedono la situazione completa, che è l’unico posto dove questo calcolo diventa esatto.

Se invece vuoi capire prima il meccanismo del fondo pensione rispetto al TFR lasciato in azienda, nel simulatore TFR o fondo pensione trovi le 2 strade una accanto all’altra con le regole aggiornate al 2026.

La cosa buona di questa storia è che riguarda una scelta reversibile e senza costi: il modo in cui i soldi arrivano al fondo si può cambiare, e i soldi restano sempre tuoi.

Le fonti

Articolo 51, comma 2, lettera h) del TUIR: le somme trattenute al dipendente per gli oneri dell’articolo 10 non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente. Articolo 10, comma 1, lettera e-bis): i contributi alla previdenza complementare sono oneri deducibili, con il tetto portato a 5.300 euro dal periodo d’imposta 2026 dalla legge 30 dicembre 2025 n. 199. Articolo 13, comma 1: la detrazione per redditi di lavoro dipendente è commisurata al reddito complessivo e nella fascia fra 28.000 e 50.000 euro spetta per la parte corrispondente al rapporto fra 50.000 euro diminuito del reddito complessivo e 22.000 euro. Decreto legislativo 360/1998 per le addizionali regionali e comunali.

Questo articolo ha finalità esclusivamente educative e informative. Non costituisce consulenza finanziaria personalizzata, raccomandazione o sollecitazione all’investimento.

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