Le cinque famiglie
«Ci sono 5 nomi da imparare in questa lezione, ma dietro ce ne sono 3 soli. Se ti tieni i 3, i 5 vengono da soli. Cominciamo dai 3.»
Anna ha 46 anni e vive a Treviso. Due anni fa le è rimasta una somma dalla zia, e da due anni quella somma sta ferma sul conto. Non per pigrizia: ogni volta che qualcuno le ha spiegato cosa poteva farne, ha sentito parole che non conosceva. Azioni, obbligazioni, ETF, materie prime. Le sembravano cento cose diverse, tutte ugualmente lontane.
Sono 5. E dietro le 5 ce ne sono 3.
Le 3 cose che puoi fare con i soldi
Con dei soldi in mano puoi fare 3 cose.
Puoi comprare un pezzo di qualcosa che lavora. Diventi proprietario, in piccolo.
Puoi prestarli a qualcuno che te li restituirà più avanti. Diventi creditore.
Puoi tenerli fermi come sono.
C’è una quarta possibilità, comprare un oggetto sperando che un domani valga di più, e la vediamo fra poco perché funziona in modo diverso.
Quando qualcuno ti propone qualcosa, la prima domanda è sempre la stessa: con questa cosa io possiedo, presto, o tengo fermo? Se non riesci a rispondere, non hai ancora capito cosa ti stanno proponendo.
1. Le azioni: possiedi un pezzo di azienda
Comprare un’azione vuol dire comprare una fetta di un’azienda vera. Piccolissima, ma vera. Se compri un’azione Enel possiedi una parte minuscola di centrali, cavi e contatori.
Da socio ti spettano due cose. La prima è votare in assemblea, nel tuo piccolo. La seconda è una parte degli utili quando l’azienda decide di distribuirli: si chiama dividendo, e arriva sul conto come un bonifico.
Non tutte le aziende lo pagano. Molte, soprattutto quelle che crescono in fretta, preferiscono tenere gli utili dentro e usarli per crescere ancora. Nella prossima lezione vediamo perché a volte conviene proprio così.
In cambio ti prendi il rischio dell’impresa: quando sei socio guadagni se l’azienda guadagna, e perdi se l’azienda perde. È lo stesso rischio che corre chi apre un negozio in centro.
2. Le obbligazioni: presti, con una data scritta
Con un’obbligazione presti soldi a uno Stato o a un’azienda. In cambio ricevi un interesse ogni anno, che si chiama cedola, e alla scadenza ti restituiscono la somma prestata.
L’esempio di casa è il BTP: presti allo Stato italiano.
Chi presta corre due rischi. Il primo è che chi ha preso in prestito non restituisca: raro per uno Stato solido, possibile per un’azienda fragile. Il secondo riguarda cosa succede se cambiano i tassi mentre tu hai già prestato, e lo vediamo nella tappa sulla macro.
3. La liquidità: tieni fermo
Conto corrente e conto deposito. Comoda, stabile, e serve: le spese di tutti i mesi e gli imprevisti vogliono soldi pronti, e ogni famiglia ne ha bisogno.
Ha però un avversario silenzioso, l’inflazione. Se i prezzi salgono del 3% in un anno e il conto non rende niente, la cifra sull’estratto conto è la stessa ma con quei soldi compri meno roba di prima. Tenere tutto fermo per anni è una scelta, e ha un costo.
4. Le materie prime: compri un oggetto
Oro, argento, petrolio, grano. Qui cambia il meccanismo: non pagano niente mentre le tieni. Nessuna cedola, nessun dividendo. Ci guadagni solo se un domani qualcuno te le compra a un prezzo più alto.
L’oro in particolare è da secoli una riserva di valore, e spesso si muove in modo diverso dalle azioni: lo ritroveremo quando parleremo di come si mette insieme un portafoglio.
5. I cryptoasset: il più giovane
Bitcoin e simili. Come le materie prime, non pagano niente mentre li tieni. A differenza di un’azienda non hanno un bilancio da leggere: il valore dipende da quanto il mondo è disposto a riconoscergliene, e la storia è ancora troppo breve per dire come andrà. Le oscillazioni sono molto più ampie di qualunque altra famiglia.
Approfondimento · Bitcoin e tasse, le due strade
Chi compra cripto si trova davanti a due strade fiscali diverse, e conviene sapere che esistono prima di partire.
La prima è il regime dichiarativo: l’intermediario non fa niente per te, e i conti li fai tu in dichiarazione, tenendo traccia di ogni operazione.
La seconda è il regime amministrato: l’intermediario fa da sostituto, calcola e versa lui, e tu non compili niente. Costa qualcosa in più e non tutti gli operatori lo offrono.
Una cosa che quasi nessuno sa: la tassazione ridotta al 26% riguarda le monete elettroniche agganciate all’euro, mentre le altre, comprese le più usate come USDT e USDC, restano al 33%. Sono regole che cambiano spesso: qui si spiega che esistono due strade, e quale convenga nel tuo caso è una domanda da fare a chi ti segue.
«Se sei arrivato fin qui hai già fatto la parte difficile. Le 5 famiglie le hai viste tutte, e non torneranno mai più a essere nomi misteriosi. Adesso arriva la domanda che le divide in due, ed è la più utile di tutta la lezione.»
La domanda che divide tutto in due
Di qualunque cosa, chiediti: mentre la tengo, questa cosa mi mette qualcosa in tasca?
Le azioni possono, con il dividendo. Le obbligazioni lo fanno, con la cedola. Il conto deposito lo fa, con l’interesse. L’oro e le cripto no: lì si guadagna solo rivendendo.
Non c’è una famiglia buona e una cattiva. C’è da sapere in quale ti trovi, perché da questo dipende da dove arriveranno i tuoi soldi.
L’obbligazione come la conosciamo oggi, un titolo che paga una cedola e che si può rivendere a qualcun altro, ha una data di nascita e un luogo: Venezia, 1262. La Repubblica chiedeva prestiti ai cittadini più ricchi e in cambio pagava un interesse del 5% due volte l’anno. Il colpo di genio fu che quei titoli si potevano cedere ad altri, e nacque così un mercato dove il loro prezzo saliva e scendeva a seconda di come andavano le guerre della Serenissima. Quando compri un BTP stai usando un’invenzione veneziana di quasi 800 anni fa.
Chi ti propone qualcosa userà nomi che non conosci. Non chiedere cosa vuol dire il nome: chiedi a quale famiglia appartiene. Possiedo, presto, tengo fermo, oppure compro un oggetto. Chi non riesce a risponderti in una frase, o non l’ha capito neanche lui, o preferisce che tu non capisca.
Il simulatore · smista le 10 cose nella famiglia giusta
Leggi la cosa e scegli la famiglia. Se sbagli te lo dico e ti spiego perché.
- Con i soldi puoi fare 3 cose: possedere un pezzo di qualcosa, prestarli, tenerli fermi. Comprare un oggetto per rivenderlo è la quarta.
- Chi possiede corre il rischio dell’impresa. Chi presta corre il rischio che non gli restituiscano. Chi tiene fermo corre il rischio che nel frattempo i prezzi salgano.
- Prima del nome, chiedi sempre la famiglia.
