Dove si comprano
«Fin qui abbiamo guardato i mattoni e i contenitori. Adesso guardiamo il cantiere: dove si comprano, con quali orari, in che valuta, e chi altro gira da quelle parti. È la lezione che chiude la prima tappa, ed è quella che evita gli spaventi inutili.»
Sabato sera Anna si decide. Apre il conto, cerca il fondo, inserisce l’ordine. Poi resta a guardare la schermata, e non succede niente. Il prezzo è fermo, uguale identico a quello di ieri. Ci resta male e pensa che il sito sia rotto. Il sito funziona benissimo: è la borsa che è chiusa.
La borsa è un posto, e in mezzo c’è sempre qualcuno
Questi mattoni non si comprano al mercato rionale. Azioni ed ETF si scambiano in borsa, un mercato regolamentato dove chi compra e chi vende si incontrano.
Ma non ci vai tu di persona. In mezzo c’è sempre un intermediario, la tua banca o il tuo broker, che porta il tuo ordine dentro il mercato. Tu premi un tasto, l’ordine viaggia, dall’altra parte c’è qualcuno che sta vendendo esattamente quello che tu stai comprando, e l’incontro avviene lì.
Le borse hanno un nome e una casa. Piazza Affari a Milano, Xetra a Francoforte, il NYSE e il Nasdaq a New York, e così via in ogni paese.
Gli orari, e cosa succede quando è chiuso
Le borse hanno orari come i negozi.
Borsa Italiana apre alle 9:00 e chiude alle 17:30. Francoforte fa più o meno lo stesso. New York, con il fuso, per noi va dalle 15:30 alle 22:00, ed è il motivo per cui certe giornate si decidono nel nostro pomeriggio. Quando in Italia è notte, sono aperte le borse asiatiche.
Il sabato e la domenica sono chiuse tutte, e a Natale pure.
Fuori orario il prezzo si ferma. Quello che vedi sullo schermo la domenica è l’ultima fotografia, scattata venerdì alle 17:30. Oggi un prezzo non esiste, perché non c’è nessuno che compra e nessuno che vende. Il tuo ordine di sabato resta in coda e viene eseguito lunedì mattina, quando riaprono.
E qui c’è la cosa che sorprende: lunedì il prezzo può ripartire più in alto o più in basso di dove si era fermato venerdì. Nel fine settimana il mondo non si ferma, e se succede qualcosa di grosso la notizia si scarica tutta insieme sulla prima apertura utile. Nessun guasto: è semplicemente la fila che si smaltisce.
Una sola eccezione: il bitcoin. Si scambia 24 ore su 24, tutti i giorni, Natale compreso. È l’unico dei 5 mattoni della prima lezione che non conosce orari di chiusura.
«Se hai capito questa cosa, ti sei già risparmiata una paura: il giorno in cui vedrai il prezzo fermo per ore non penserai che sia successo qualcosa. Adesso arriva il pezzo che quasi tutti sbagliano, e lo facciamo con i numeri.»
La valuta: il pezzo che quasi tutti sbagliano
Nella lezione 1.4 abbiamo visto che nel nome dell’ETF c’è scritta una valuta, per esempio USD. Ho detto che lo compri in euro lo stesso. È vero. E adesso arriva il ma.
Comprarlo in euro non ti toglie il dollaro di dosso.
Dentro quel contenitore ci sono aziende americane, che fatturano in dollari e valgono dollari. Il prezzo in euro che vedi sullo schermo è solo una traduzione, fatta al cambio del momento. Se cambia il cambio, cambia la traduzione, anche se le aziende sono ferme.
Guardiamolo con dei numeri tondi.
Anna investe 1.000 € quando 1 € vale 1,10 $. Con quei 1.000 euro il contenitore compra 1.100 $ di azioni americane.
Passa un anno. Le azioni vanno bene e salgono del 10%: adesso valgono 1.210 $.
Nello stesso anno però l’euro si rafforza e arriva a valere 1,21 $. Anna riporta tutto a casa: 1.210 diviso 1,21 fa 1.000 €.
Il 10% è sparito. Nessuna azione è scesa, nemmeno di un centesimo.
Funziona anche al contrario. Se in quell’anno fosse stato il dollaro a rafforzarsi, Anna si sarebbe ritrovata più di quel 10%, senza aver fatto niente di diverso. Il cambio toglie e dà, e nessuno sa in anticipo da che parte tira.
Esistono contenitori che provano a neutralizzarlo, quelli con scritto EUR Hedged nel nome. Costano un po’ di più, e non è detto che ti servano. Per ora la cosa da portare a casa è una sola: se dentro c’è roba americana, il dollaro c’entra, punto.
Nello stesso posto gira anche altro
In borsa non si scambiano solo mattoni. Girano anche attrezzi che sembrano mattoni e non lo sono.
I derivati, e sotto questo nome stanno i futures, le opzioni e i CFD, sono contratti che scommettono su come si muoverà un prezzo. Tu non possiedi l’azienda, non presti niente a nessuno, non hai in mano nessun oggetto: hai un accordo su un movimento, e basta.
Molti di questi usano la leva. Vuol dire che con 100 € ti muovi come se ne avessi 500. Se il prezzo sale del 10%, guadagni come se fosse salito del 50%. Se scende del 10%, perdi come se fosse sceso del 50%, e i tuoi 100 € sono diventati 50 €. Con certi strumenti si può perdere molto in fretta, più in fretta di quanto una persona si aspetti.
Sono attrezzi da cantiere professionale. Sapere che esistono serve, per non confonderli con quello che abbiamo visto in questa tappa. Per ora basta questo.
La borsa più grande del mondo è nata all’aperto. Il 17 maggio 1792, 24 sensali si misero d’accordo sotto un platano in Wall Street: firmarono mezza pagina in cui si impegnavano a trattare solo fra loro e a rispettare una commissione minima. Da quel foglio è venuto il New York Stock Exchange. Anche Piazza Affari nasce da un atto scritto, un decreto del 16 gennaio 1808. Una borsa, prima di essere un luogo, è sempre un insieme di regole che qualcuno ha deciso di rispettare.
È qui che si presentano le trappole più vecchie del mondo. Rendimenti alti garantiti, guadagni sicuri, occasioni che scadono stasera. Tienilo scritto da qualche parte: se il rendimento promesso è alto e il rischio dichiarato è zero, quella è una trappola. E prima di mettere un euro da qualche parte, controlla che l’intermediario sia nell’elenco degli operatori autorizzati sul sito della Consob. Ci vogliono 2 minuti, e sono i 2 minuti meglio spesi di tutta la tappa.
Il simulatore · il cambio, in euro
Parti da 1.000 €. Muovi le 2 leve e guarda cosa ti resta, una volta riportato tutto in euro.
Quanto fanno le azioni, in dollari: 0%
Quanto si muove l’euro contro il dollaro: 0%
- La borsa è un posto con orari. Fuori orario il prezzo non si muove, il tuo ordine aspetta, e alla riapertura può ripartire da un altro punto.
- Se dentro c’è roba americana, il dollaro ti riguarda, anche se hai pagato in euro. Il cambio toglie e dà.
- In borsa girano anche contratti che non sono mattoni. Con la leva la stessa oscillazione ti arriva addosso moltiplicata.
Il quiz, 3 domande
Il campo base è dietro di te
Questa era l’ultima delle 5 lezioni della prima tappa. Adesso sai che cosa esiste, chi ti paga e quando, dentro quali contenitori si trovano le cose, come si legge la loro etichetta e in che posto si comprano.
Da qui in avanti si sale. La tappa seguente insegna a leggere un grafico, e la prima lezione è quella che regge tutto il percorso: perché rischio e rendimento non si separano mai.
