Progetto editoriale di educazione finanziaria

La Vetta · Lezione 3.4 · Il margine di sicurezza

Tappa 3 · Il valore delle cose · Lezione 4 di 4

Il margine di sicurezza

Il patto. 13 minuti. Alla fine avrai visto con i tuoi occhi quanto è fragile una valutazione, saprai perché la cura non è diventare più precisi, e avrai in mano le 3 difese che reggono tutto il campo: il fossato, il margine di sicurezza e il ventaglio.
Favilla apre

«Hai imparato a costruire un valore: quanta cassa, per quanti anni, con quale metro. Oggi si fa la cosa più scomoda, e cioè si guarda quanto quel valore trema quando muovi appena le mani. Chi lo scopre alla fine di solito lo scopre pagando.»

La scena

Anna si mette a tavolino e stima quanto vale la metà della panetteria, con i 3 ingredienti che ha imparato. Fa il conto una prima volta pensando che il quartiere tenga e il cugino lavori come adesso. Poi lo rifà immaginando che il supermercato all’angolo apra un banco del pane. Poi ancora, immaginando che il cugino apra un secondo punto vendita. I 3 numeri che le escono non sono vicini, e la distanza fra il primo e l’ultimo è più grande della cifra che le hanno chiesto. Anna non ha sbagliato nessun conto: ha solo raccontato 3 storie diverse sullo stesso forno.

La stessa azienda, 3 storie, 5 volte di differenza

Nel simulatore che trovi più avanti ci sono le stesse identiche cifre di bilancio, cioè 5 euro di cassa per azione, e 3 modi di immaginare i prossimi anni. L’ottimista arriva a 310 euro per azione, il prudente a 114, il pessimista a 59. Fra il primo e l’ultimo ci sono più di 5 volte, e nessuno dei 3 ha usato ipotesi assurde.

Non servono nemmeno storie tanto diverse per muovere il risultato. Parti dal caso prudente, quello che vale 114 euro: alza di 1 solo punto il metro del tempo, e il valore scende del 14%. Togli 2 punti di crescita, e scende della stessa misura. Accorcia da 10 a 5 gli anni in cui l’azienda riesce a difendersi, e ne perdi il 18%. Tre gesti minuscoli, e il numero non è più quello.

Questa non è una debolezza del metodo, ed è la sua lezione. Chiunque ti mostri il valore di un’azienda con 2 decimali ti sta mostrando, senza dirlo, le proprie ipotesi: il numero è la conseguenza, e le ipotesi sono la sostanza. Aswath Damodaran, che insegna valutazione alla New York University, lo scrive così nel suo Narrative and Numbers del 2017: la valutazione è un ponte fra le storie e i numeri. Ogni storia che racconti sull’azienda deve diventare un numero nel modello, e ogni numero nel modello deve avere dietro una storia che tu sappia raccontare.

STESSO BILANCIO, 3 STORIE, 3 VALORI TUTTI E 3 PARTONO DA 5 € DI CASSA PER AZIONE IL PESSIMISTA 59 € per azione IL PRUDENTE 114 € per azione L’OTTIMISTA 310 € per azione la cassa cresce del 3% l’anno 8% l’anno 14% l’anno il fossato regge 5 anni 10 anni 15 anni il metro del tempo è 11% 9% 8%
Provaci. Un analista scrive che l’azienda cresce del 25% l’anno per i prossimi 20 anni. Prima di leggere la risposta, scrivi che cosa gli chiederesti.
Damodaran propone 3 domande da fargli in quest’ordine, e la prima è se sia possibile: nessuna azienda può crescere più a lungo dell’economia in cui vive, e nessuna può avere più del 100% del suo mercato, mentre crescere del 25% per 20 anni vuol dire diventare 87 volte più grande. La seconda è se sia plausibile, perché un’azienda che cresce moltissimo per moltissimo tempo senza attirare nessun concorrente è una favola. La terza è se sia probabile, cioè quante possibilità ha di succedere davvero fra tutte quelle che poteva avere. Molte tesi cadono già alla prima.

Il fossato, cioè per quanto tempo regge

Delle 3 manopole ce n’è una che sembra minore e invece decide tutto: gli anni di vantaggio. Una crescita alta per 3 anni sposta poco, e la stessa crescita per 15 anni sposta tantissimo. Resta da capire che cosa tenga lontani i concorrenti per 15 anni.

L’immagine che tutti usano ancora oggi è di Warren Buffett: ogni azienda è un castello, e là fuori ci sono milioni di persone che ogni giorno pensano a come prendersi il tuo castello. La domanda che conta, allora, è una sola: che fossato hai intorno? A lui, diceva, piacciono i castelli grandi con i fossati larghi.

I fossati veri sono pochi, e si riconoscono: il marchio, quando permette di far pagare di più lo stesso prodotto; i costi di cambiamento, quando lasciare quel fornitore costa tempo, soldi e mal di testa; l’effetto rete, quando il servizio vale di più proprio perché lo usano già in tanti; il costo più basso, quando puoi vendere allo stesso prezzo degli altri guadagnando di più; la scala efficiente, quando il mercato basta a malapena per chi c’è già.

Un fossato dura finché dura, e si allarga o si restringe ogni giorno anche quando non si vede. Resta l’unico motivo serio per cui una crescita alta può continuare, e se davanti a un’azienda non riesci a nominare il suo fossato, sei autorizzato a sospettare che non ce l’abbia.

I 5 FOSSATI, E COME SI RICONOSCONO Se davanti a un’azienda non riesci a nominare quale di questi ha, sospetta che non ne abbia nessuno. IL MARCHIO quando fa pagare di più la stessa cosa CAMBIARE COSTA andarsene richiede tempo, soldi e guai L’EFFETTO RETE vale di più perché lo usano già in tanti COSTO PIÙ BASSO stesso prezzo degli altri, più margine LA SCALA il mercato basta a chi c’è già PERCHÉ LA DURATA DECIDE TUTTO crescita alta per 3 anni sposta poco crescita alta per 15 anni sposta tantissimo Un fossato dura finché dura, e si allarga o si restringe ogni giorno anche quando non si vede.

Il margine di sicurezza

Arriviamo al punto che tiene insieme tutto il campo, e non è un caso che Benjamin Graham lo abbia messo nell’ultimo capitolo del suo libro più famoso, il ventesimo dell’Investitore intelligente. Se dovesse riassumere in 3 parole il segreto di un investimento sensato, scrive, il motto sarebbe margine di sicurezza.

La definizione è semplice: è la distanza fra quello che stimi valga una cosa e quello che paghi per averla. Se stimi 100 e paghi 70, il margine è del 30%.

La funzione, invece, è la frase più utile di questa lezione. Graham dice che il margine di sicurezza serve a rendere non necessaria una stima accurata del futuro.

Fermati un secondo su quella riga. Hai appena visto quanto trema la macchina del valore: basta 1 punto di metro o 2 di crescita, e il numero si muove del 14%. La reazione istintiva sarebbe cercare di essere più precisi. Graham dice l’opposto: rinuncia a una precisione che non puoi avere, e comprati un cuscinetto. Non devi indovinare il futuro, e devi pagare abbastanza poco da poterti permettere di sbagliarlo.

È anche la differenza fra un investitore e un indovino. L’indovino ha bisogno di avere ragione, mentre l’investitore si organizza per restare in piedi anche quando ha torto.

IL CUSCINETTO, E IL VENTAGLIO CHE STA SOTTO QUELLO CHE STIMI 100 QUELLO CHE PAGHI 70 30 di margine La distanza fra la tua stima e quello che hai pagato è tutto lo spazio che hai per sbagliare la stima. E LA STIMA, A SUA VOLTA, NON È UN PUNTO 59 il caso prudente, 114 310 il prezzo di mercato, oggi 3 analisti onesti, 3 storie diverse
Una cosa che quasi nessuno sa

Il margine di sicurezza non è il permesso di comprare cose scadenti perché costano poco, e funziona al contrario: si stima con onestà quanto vale una cosa buona, e poi si aspetta che il prezzo scenda abbastanza sotto quella stima. Tradotto in pratica, vuol dire 2 cose scomode: si compra raramente, e si compra quando gli altri hanno paura. È anche il motivo per cui questo percorso non forma trader: poche operazioni ragionate, prese quando i conti tornano e il prezzo aiuta, battono 100 operazioni prese perché sullo schermo si muoveva qualcosa. Fare poco è alla portata di tutti, perché richiede pazienza, e la pazienza non si compra.

Il valore è un ventaglio, e non un punto

A questo punto la parola fair value non dovrebbe più fare paura: è il valore che salta fuori da una macchina come quella che stai per usare, con le ipotesi che entrano da una parte e il numero che esce dall’altra. Il guaio è che quel numero viene presentato da solo, e i numeri hanno un’aria di verità che non si meritano.

Se 3 analisti onesti, con lo stesso bilancio davanti, arrivano a 3 valori diversi, nessuno dei 3 sta mentendo: stanno raccontando 3 storie diverse sullo stesso futuro. Il modo giusto di leggere una valutazione, quindi, è come una fascia, con dentro un caso prudente, uno buono e uno brutto, e con il prezzo di mercato messo lì accanto per vedere dove cade.

Quello che una valutazione non ti dà

Chiudiamo con l’inventario dei limiti, che è il pezzo che chi vende certezze non racconta mai. Non ti dà il tempismo: un titolo può restare caro per anni, e uno a buon mercato può restarci finché non ti sei stancato. Non ti dà la certezza dei numeri: i bilanci sono compilati da persone che hanno degli incentivi, e anche la cassa si può abbellire per un po’. Non ti dà il futuro: il fossato di oggi può essere prosciugato da una tecnologia che ancora non esiste. Non ti dà l’esclusiva: migliaia di professionisti guardano gli stessi numeri, e quello che stai facendo non è scoprire l’America.

L’avvertenza di Favilla

E allora perché farlo? Perché serve a un’altra cosa, più importante: trasforma il prezzo da minaccia a informazione. Chi non ha idea di quanto valga quello che possiede, davanti a un calo del 30% può soltanto avere paura. Chi lo sa, davanti allo stesso calo può farsi una domanda: sono cambiati i conti, oppure è cambiato solo l’umore? Sono 2 mondi diversi, e la differenza fra i 2 è tutto quello che questo campo aveva da insegnare.

Il simulatore · la macchina del valore

la cassa cresce del 8,0%
il fossato regge 10 anni
metro del tempo 9,0%
5 € di cassa per azioneprezzo chiesto 100 €numeri inventati
Modello illustrativo a 2 fasi: la cassa cresce al ritmo scelto finché il fossato regge, poi si assesta su una crescita di fondo del 2% l’anno, che è la barra «tutto il dopo». Il valore stimato è la somma di tutte le parti scure, cioè di tutti gli incassi riportati a oggi. Il prezzo di 100 euro è fisso apposta, per far vedere come il margine di sicurezza compaia e sparisca al muovere delle ipotesi.
Favilla, in 3 punti
  1. Con le stesse cifre di bilancio, 3 storie diverse danno 59, 114 e 310 euro per azione. Il numero che esce da una valutazione è la conseguenza delle ipotesi, e le ipotesi si giudicano chiedendo se sono possibili, plausibili e probabili.
  2. Il fossato dice per quanto tempo un vantaggio può reggere, ed è la manopola che sembra minore e invece decide tutto. Se non sai nominarlo, sospetta che non ci sia.
  3. Il margine di sicurezza serve a rendere non necessaria una stima accurata del futuro: si paga abbastanza sotto la propria stima da potersi permettere di sbagliarla. Che, tradotto, vuol dire comprare raramente.

Il quiz, 3 domande

1. Con le stesse cifre di bilancio, un ottimista stima 310 euro per azione e un pessimista 59. Che cosa vuol dire?
Nessuno dei 2 ha sbagliato un conto: hanno raccontato 2 storie diverse sullo stesso futuro. Per questo una valutazione si legge guardando le ipotesi, e non il numero finale.
2. A che cosa serve il margine di sicurezza, secondo Graham?
Sta nel ventesimo capitolo dell’Investitore intelligente, ed è il rovescio dell’istinto: davanti a una stima fragile non si cerca più precisione, si compra un cuscinetto pagando abbastanza sotto la propria stima.
3. Quale di queste cose una valutazione NON ti dà?
Il valore dice quanto vale una cosa secondo le tue ipotesi, e non quando il mercato sarà d’accordo con te. Serve a trasformare il prezzo in un’informazione, e non a prevedere la data in cui si muoverà.
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