Progetto editoriale di educazione finanziaria

La Vetta · Lezione 3.3 · 1.000 euro oggi o fra 5 anni

Tappa 3 · Il valore delle cose · Lezione 3 di 4

1.000 euro oggi o fra 5 anni

Il patto. 11 minuti. Alla fine saprai perché la stessa cifra vale meno se arriva più tardi, saprai riportare a oggi una somma futura, e conoscerai i 3 soli ingredienti che stanno dentro qualunque valutazione, compresi i modelli con i nomi complicati.
Favilla apre

«Ieri hai imparato a contare gli anni che stai comprando. Oggi si scopre una cosa che cambia tutti quei conti: quegli anni non valgono uguale. Il primo pesa più del decimo, e il decimo più del ventesimo, e c’è un metro che dice di quanto.»

La scena

Il cugino di Anna, quello della panetteria, le propone 2 modi per pagarle la metà che vorrebbe rilevare da lei. Il primo: 20.000 euro subito. Il secondo: 24.000 euro fra 4 anni, quando il forno nuovo sarà pagato. Anna guarda i 2 numeri e vede che 24.000 è più di 20.000, il che è vero e non serve a niente. Quello che le manca è il modo di mettere le 2 offerte sullo stesso tavolo, ed è quello che si impara qui.

1.000 euro oggi o 1.000 euro fra 5 anni

Cominciamo da una domanda senza trabocchetti. Ti offro 1.000 euro: puoi prenderli adesso, oppure fra 5 anni. Stessa cifra, nessuna condizione, la promessa è sicura. Quale scegli?

Rispondono tutti adesso. Sotto quella risposta istintiva ci sono 2 ragioni precise.

La prima: con quei soldi in mano oggi ci fai qualcosa. Li metti da parte, li fai lavorare, li usi. Chi aspetta 5 anni ci rinuncia per 5 anni, e rinunciare ha un costo. La seconda: 5 anni sono lunghi, e in mezzo può succedere di tutto. Anche una promessa fatta in buona fede può non essere mantenuta, e quel rischio ha un prezzo.

Da qui esce un principio che vale per qualunque somma futura, e che è misurabile invece che opinabile: una cifra che arriva domani vale meno della stessa cifra che arriva oggi. Resta da capire quanto meno.

LA STESSA PROMESSA, A 3 DISTANZE DIVERSE Con un metro del tempo del 9% l’anno. La colonna chiara è la promessa, quella piena è quanto vale oggi. 1.000 OGGI te li mettono in mano 650 350 se ne vanno nell’attesa FRA 5 ANNI stessi 1.000 euro promessi 422 578 se ne vanno nell’attesa FRA 10 ANNI sempre gli stessi 1.000 La cifra promessa non cambia mai. Quello che cambia è quanto lontano sta.

Il metro del tempo

Quanto meno dipende da 2 cose: quanto chiedi per aspettare, e quanta incertezza c’è in mezzo. Se la promessa è solida ti accontenti di poco, se è fragile pretendi di più. Quella percentuale è il metro del tempo, e chi fa questo mestiere la chiama tasso di sconto.

Con un metro del 9% l’anno, 1.000 euro fra 5 anni valgono oggi circa 650 euro, e fra 10 anni ne valgono circa 420. Stessa cifra, stessa promessa, distanza diversa: più l’incasso è lontano, più si accorcia quando lo riporti a oggi.

Il conto si fa dividendo la cifra futura per il metro elevato agli anni di attesa, e la sostanza sta tutta in una frase: alzare il metro vuol dire diventare più esigenti, e allora tutte le promesse lontane si accorciano di più. Con un metro del 3% quei 1.000 euro fra 10 anni ne valgono ancora 744, con un metro del 9% ne valgono 422. Il numero futuro non è cambiato di un centesimo, e quello che è cambiato è quanto pretendi per aspettarlo.

1.000 EURO FRA 10 ANNI, MISURATI CON 3 METRI DIVERSI METRO DEL 3% chiedi poco per aspettare 744 € METRO DEL 6% la promessa non è blindata 558 € METRO DEL 9% pretendi molto per fidarti 422 € su 1.000 su 1.000 su 1.000 La promessa è sempre di 1.000 euro. Cambia solo quanto pretendi per aspettarla. Il metro contiene 2 cose insieme: il costo di rinunciare a quei soldi, e il rischio che non arrivino.
Provaci. Ti devono 1.000 euro fra 10 anni e il tuo metro del tempo è il 5%. Prima di leggere la risposta, scrivi su un foglio se valgono più o meno di 700 euro di oggi.
Meno: valgono circa 614 euro. Con un metro del 9% ne varrebbero 422, e con uno del 3% ne varrebbero 744. Tutte e 3 le risposte sono giuste, ognuna per il suo metro, ed è questo il punto della lezione: il valore di una promessa futura è un conto, e quel conto dipende da quanto pretendi per aspettare.

Torniamo alle 2 offerte del cugino, che adesso si possono mettere sullo stesso tavolo. Con un metro del 3% i 24.000 euro fra 4 anni valgono oggi 21.324 euro, e conviene aspettare. Con un metro del 9% ne valgono 17.002, e conviene incassare subito i 20.000. Il punto in cui le 2 offerte pareggiano sta al 4,66%: sopra quella soglia si prende il denaro adesso, sotto si aspetta. Anna non deve indovinare il futuro, e deve solo decidere quanto pretende per aspettare 4 anni fidandosi del cugino.

La formula del valore, e chi l’ha scritta

Nel 1932 un giovane analista americano si iscrive al dottorato ad Harvard con una domanda in testa: perché il mercato è crollato nel 1929? Si chiama John Burr Williams, e la sua tesi diventa nel 1938 un libro intitolato The Theory of Investment Value. Dentro c’è l’idea che regge ancora oggi qualunque valutazione seria: il valore di una cosa è la somma di tutti i soldi che ti darà in futuro, riportati a oggi con il metro del tempo.

Williams la mise perfino in filastrocca, e l’immagine è esattamente quella del banco che hai visto all’ingresso di questo campo: si compra la mucca per il latte, la gallina per le uova, il frutteto per i frutti che darà. E un’azione, scriveva, per i dividendi che pagherà. L’albero non era una semplificazione per principianti, ed è il fondamento su cui poggia tutta la finanza moderna.

Da qui nascono tutti i modelli di valutazione, compresi quelli che gli analisti usano oggi con nomi complicati. Gli ingredienti sono 3, e sono sempre gli stessi.

I 3 INGREDIENTI, E NON CE NE SONO ALTRI 1 QUANTA CASSA Quanti soldi veri l’azienda metterà da parte ogni anno, dopo aver pagato tutto. È il numero della lezione 3.1: la cassa, non l’utile. 2 PER QUANTI ANNI Per quanto tempo riuscirà a difenderla, prima che i concorrenti la raggiungano. Quanto regge il vantaggio che l’azienda ha adesso. 3 CON QUALE METRO Con quale sconto riporti a oggi quei soldi, visto che potrebbero non arrivare. È la manopola più sensibile delle 3, e di parecchio. Sono i 3 di John Burr Williams, 1938, e stanno dentro ogni modello che esiste. Cambiano le sigle e cambiano i fogli di calcolo, e restano sempre questi 3 numeri. Ognuno dei 3 è una tua ipotesi, e il valore che esce alla fine è la conseguenza aritmetica di quello che hai immaginato.
Provaci. Dei 3 ingredienti, uno sposta il risultato più degli altri 2. Prima di leggere la risposta, scrivi quale secondo te.
Il metro del tempo, e non è un’impressione: nel simulatore della prossima lezione, partendo da un caso prudente che vale 114 euro per azione, basta alzare di 1 solo punto il metro perché il valore scenda del 14%. Togliere 2 punti di crescita fa scendere il valore della stessa misura, e serve muovere il doppio. È anche il motivo per cui quando le banche centrali muovono i tassi si muovono i prezzi di tutto, dalle azioni alle case: quella è la tappa 7.
Una cosa che quasi nessuno sa

Il metro del tempo non è una scelta personale e basta, perché una parte la decide qualcun altro. Se un titolo di Stato sicuro paga il 4%, nessuno accetterà di correre il rischio di un’azienda per meno di quel 4%: il metro comincia da lì e sale con il rischio. Quando i tassi salgono, quindi, il metro sale per tutti insieme, e tutte le promesse lontane si accorciano nello stesso momento. Le aziende che vengono colpite di più sono quelle il cui valore sta soprattutto negli anni lontani, e non è un caso che nelle stagioni di rialzo dei tassi siano proprio quelle a scendere per prime.

L’avvertenza di Favilla

La formula sembra dare un numero, e in realtà restituisce le tue ipotesi trasformate in numero. Chi ti mostra il valore di un’azienda con 2 decimali ti sta mostrando, senza dirlo, quello che ha immaginato: il numero è la conseguenza, e le ipotesi sono la sostanza. Nella prossima lezione vedrai le stesse cifre di bilancio dare 59 euro per azione a un pessimista e 310 a un ottimista.

Il simulatore · il metro del tempo

fra quanti anni 10 anni
metro del tempo 9,0%
1.000 € promessi2 sole manopoleconto esatto
La somma promessa è sempre 1.000 euro. Il conto è quello vero: la cifra futura divisa per il metro elevato agli anni di attesa. Con il metro a zero la promessa vale ancora 1.000, ed è il solo caso in cui aspettare non costa niente.
Favilla, in 3 punti
  1. Una cifra che arriva più tardi vale meno, per 2 ragioni misurabili: nel frattempo ci avresti fatto qualcosa, e in mezzo può succedere che non arrivi.
  2. Il metro del tempo mette quelle 2 ragioni in una percentuale sola. Più il metro è alto, più le promesse lontane si accorciano: 1.000 euro fra 10 anni valgono 744 euro al 3% e 422 al 9%.
  3. Ogni valutazione, dalla più semplice alla più complicata, ha dentro 3 soli ingredienti: quanta cassa arriverà, per quanti anni, e con quale metro la riporti a oggi.

Il quiz, 3 domande

1. Perché 1.000 euro fra 5 anni valgono meno di 1.000 euro oggi?
Sono 2 ragioni distinte: il costo di rinunciare a usarli, e il rischio che la promessa non venga mantenuta. Il metro del tempo le mette insieme in una percentuale sola, e l’inflazione è una delle cose che quella percentuale contiene.
2. Alzi il metro del tempo dal 3% al 9%. Che cosa succede a una somma promessa fra 10 anni?
La cifra futura resta 1.000 e cambia quanto pretendi per aspettarla. Più sei esigente, meno quella promessa vale oggi, e le promesse più lontane si accorciano più delle vicine.
3. Quali sono i 3 ingredienti di qualunque valutazione?
Sono i 3 di John Burr Williams, e stanno dentro qualunque modello, anche quelli con i nomi complicati. Cambiano le sigle e restano quei 3 numeri, ognuno dei quali è una tua ipotesi.
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