Una candela è una giornata
«Un grafico a candele sembra fatto apposta per tenere fuori chi non è del mestiere. In realtà ogni figura racconta una giornata sola, e per leggerla bastano quattro numeri che conosci già: a quanto si è aperto, a quanto si è chiuso, quanto è salito, quanto è sceso.»
Anna ha aperto per la prima volta il grafico di un ETF che sta guardando, e ha cambiato subito vista. Le linee le sembravano chiare, quei rettangolini rossi e verdi con i fili sopra e sotto le sembravano un’altra lingua. Ha pensato che fosse roba per chi fa trading, e ha chiuso la pagina.
Una giornata in quattro numeri
Un grafico a linea unisce un prezzo al giorno, di solito quello di chiusura. È come raccontare una giornata di lavoro dicendo soltanto a che ora si è staccato.
Una candela ne racconta quattro, e sono i quattro che servono davvero:
- a quanto si è aperto, cioè il primo prezzo scambiato quel giorno
- a quanto si è chiuso, l’ultimo
- il massimo, il punto più alto toccato
- il minimo, il più basso
Il rettangolo pieno, che si chiama corpo, sta fra apertura e chiusura. I due fili sottili, sopra e sotto, si chiamano ombre e arrivano fino al massimo e al minimo.
Il colore dice una cosa sola: se la chiusura sta sopra l’apertura la candela è chiara, se sta sotto è scura. Nient’altro.
Una cosa vale la pena dirla subito, perché toglie la soggezione: le candele usano esattamente gli stessi quattro numeri del grafico occidentale a barre, quello con i trattini. Cambia il disegno, e cambia in meglio, perché quei quattro numeri si vedono al volo invece di andarli a cercare.
Il corpo è la stretta di mano
Qui c’è il passaggio che rende tutto leggibile, e viene da una cosa che chiunque abbia trattato un prezzo conosce.
In una trattativa conta dove si chiude. Quello che si è gridato nel mezzo resta fuori dal verbale. Il corpo della candela è esattamente quello: da dove si è partiti a dove si è finiti, la stretta di mano a fine giornata.
Le ombre invece dicono fin dove si è spinta la lite. Un’ombra lunga in alto è qualcuno che ha alzato il prezzo e poi non ha retto: ci ha provato, e ha mollato prima di chiudere. Un’ombra lunga in basso è il contrario, il prezzo è stato buttato giù e qualcuno l’ha ricomprato prima della fine.
Apertura e chiusura sono i due prezzi più carichi di tensione di tutta la giornata. L’apertura è il timone: decide con che passo si comincia. La chiusura è il momento in cui tutti tirano le somme, ed è il prezzo che finisce sui giornali.
Lo zoom cambia la storia
Una candela non è per forza una giornata. Dipende da come è impostato il grafico: può essere un’ora, una settimana, un mese. La regola resta identica, cambia solo quanto tempo sta dentro una figura.
La stessa storia raccontata con lo zoom sbagliato sembra un’altra storia, e la prima volta che si guarda un grafico non viene in mente. 5 candele rosse di fila fanno impressione. Se sono 5 ore di una giornata sola, dentro un anno che sale, non hanno detto niente. Se sono 5 anni, hanno detto tutto.
Prima di guardare la forma delle candele, quindi, si guarda una cosa sola: quanto tempo sta dentro una candela. Sta scritto in un angolo del grafico, di solito con una sigla breve.
L’altra scelta: come è disegnata l’altezza
Lo zoom decide quanto tempo entra dentro una candela, e riguarda l’asse orizzontale. C’è una seconda scelta, che riguarda quello verticale, e cambia il disegno altrettanto.
Un grafico si può disegnare in 2 modi. Nella scala lineare la stessa distanza in altezza vale sempre lo stesso numero di euro. Nella scala logaritmica la stessa distanza vale sempre la stessa percentuale.
Prendi un titolo che passa da 10 a 20 euro: è raddoppiato, ha fatto il 100%. Anni dopo passa da 100 a 110: ha fatto il 10%. Sulla scala lineare quei 2 movimenti sono alti uguale, perché in tutti e 2 i casi sono 10 euro di differenza. Per chi possedeva quel titolo, però, il primo ha raddoppiato i soldi e il secondo li ha aumentati di un decimo.
Su un grafico che copre molti anni la scala lineare schiaccia il passato fino a farlo sembrare piatto, e gonfia gli ultimi anni fino a farli sembrare un’impennata. Con la scala logaritmica molte salite spaventose diventano salite regolari, e certe discese che sembravano piccole mostrano quanto sono state profonde davvero.
Nelle piattaforme è un’opzione che si chiama «log» oppure «logaritmica», e si cambia in 2 secondi. Sui grafici lunghi vale la pena tenerla accesa, perché l’altezza torna a dire quanto sei diventato più ricco, invece di quanti euro si è mosso il prezzo.
Questo modo di disegnare i prezzi nasce in Giappone, nella borsa del riso di Osaka. La Dojima esisteva già alla fine del Seicento, e dopo il 1710 lì dentro si scambiavano ricevute di riso: i primi contratti a termine della storia. Il nome che si ricorda è Munehisa Homma, nato nel 1724, che prese in mano l’azienda di famiglia nel 1750 e si mise a commerciare riso. Dai suoi principi è nata la tecnica delle candele che i giapponesi usano ancora oggi. In Occidente sono arrivate nel dicembre 1989, con un articolo di 2 pagine di Steve Nison: il primo scritto sull’argomento da un non giapponese.
Le candele raccontano la giornata appena finita. Su quella di domani tacciono. Nison, che è l’uomo che le ha portate in Occidente, nel suo libro le chiama un’arma fra le tante, da usare insieme al resto. Chi te le presenta come un metodo per sapere cosa farà il mercato domani ti sta vendendo qualcosa.
Il simulatore · costruisci la candela
Che forma ha la candela di quella giornata?
- Una candela racconta quattro numeri: apertura, chiusura, massimo e minimo. Il corpo sta fra i primi due, le ombre arrivano agli altri.
- Il corpo è dove si è chiusa la trattativa, le ombre dicono fin dove si è spinta la lite.
- Prima della forma si guarda lo zoom: la stessa figura, su un tempo diverso, racconta una storia diversa.
