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La Vetta · Lezione 2.2 · Una candela è una giornata

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Una candela è una giornata

Il patto. 11 minuti. Alla fine, davanti a un grafico a candele, saprai dire cosa è successo in una giornata guardando una sola figura: chi ha comandato, dove il prezzo è stato respinto, e quanto è stata combattuta.
Favilla apre

«Un grafico a candele sembra fatto apposta per tenere fuori chi non è del mestiere. In realtà ogni figura racconta una giornata sola, e per leggerla bastano quattro numeri che conosci già: a quanto si è aperto, a quanto si è chiuso, quanto è salito, quanto è sceso.»

La scena

Anna ha aperto per la prima volta il grafico di un ETF che sta guardando, e ha cambiato subito vista. Le linee le sembravano chiare, quei rettangolini rossi e verdi con i fili sopra e sotto le sembravano un’altra lingua. Ha pensato che fosse roba per chi fa trading, e ha chiuso la pagina.

Una giornata in quattro numeri

Un grafico a linea unisce un prezzo al giorno, di solito quello di chiusura. È come raccontare una giornata di lavoro dicendo soltanto a che ora si è staccato.

Una candela ne racconta quattro, e sono i quattro che servono davvero:

  • a quanto si è aperto, cioè il primo prezzo scambiato quel giorno
  • a quanto si è chiuso, l’ultimo
  • il massimo, il punto più alto toccato
  • il minimo, il più basso

Il rettangolo pieno, che si chiama corpo, sta fra apertura e chiusura. I due fili sottili, sopra e sotto, si chiamano ombre e arrivano fino al massimo e al minimo.

Il colore dice una cosa sola: se la chiusura sta sopra l’apertura la candela è chiara, se sta sotto è scura. Nient’altro.

Una cosa vale la pena dirla subito, perché toglie la soggezione: le candele usano esattamente gli stessi quattro numeri del grafico occidentale a barre, quello con i trattini. Cambia il disegno, e cambia in meglio, perché quei quattro numeri si vedono al volo invece di andarli a cercare.

UNA GIORNATA, DUE MODI DI RACCONTARLA massimo chiusura apertura minimo IL PREZZO, ORA PER ORA apre il minimo il massimo chiude dalle 9 del mattino alle 17 e mezza LA CANDELA DI QUELLA GIORNATA il corpo da dove parte a dove finisce l’ombra l’ombra Gli stessi quattro numeri, in una figura sola. Il corpo dice dove si è chiusa la trattativa. Le ombre dicono fin dove si è spinta la lite.
La linea a sinistra è la giornata che scorre, ora per ora. La candela a destra si forma insieme a lei: il corpo cresce e si accorcia seguendo il prezzo, le ombre si allungano ogni volta che viene toccato un nuovo massimo o un nuovo minimo.

Il corpo è la stretta di mano

Qui c’è il passaggio che rende tutto leggibile, e viene da una cosa che chiunque abbia trattato un prezzo conosce.

In una trattativa conta dove si chiude. Quello che si è gridato nel mezzo resta fuori dal verbale. Il corpo della candela è esattamente quello: da dove si è partiti a dove si è finiti, la stretta di mano a fine giornata.

Le ombre invece dicono fin dove si è spinta la lite. Un’ombra lunga in alto è qualcuno che ha alzato il prezzo e poi non ha retto: ci ha provato, e ha mollato prima di chiudere. Un’ombra lunga in basso è il contrario, il prezzo è stato buttato giù e qualcuno l’ha ricomprato prima della fine.

Apertura e chiusura sono i due prezzi più carichi di tensione di tutta la giornata. L’apertura è il timone: decide con che passo si comincia. La chiusura è il momento in cui tutti tirano le somme, ed è il prezzo che finisce sui giornali.

TRE GIORNATE, TRE STORIE HANNO COMANDATO I COMPRATORI aperta in basso, chiusa in alto, e per strada quasi nessun ripensamento HANNO COMANDATO I VENDITORI aperta in alto, chiusa in basso: chi comprava ha ceduto tutto il giorno NON HA VINTO NESSUNO si sono azzuffati per ore, e alla fine si chiude dove si era aperto Il colore dice solo una cosa: se ha chiuso sopra o sotto dove aveva aperto.
Provaci. Una candela ha il corpo piccolissimo e un’ombra lunga in basso. Cosa è successo in quella giornata?
Il prezzo è stato spinto molto in basso e poi è risalito quasi tutto prima della chiusura. Qualcuno ha venduto con decisione, e qualcun altro ha ricomprato con altrettanta decisione. Alla fine si è chiuso vicino a dove si era aperto: la giornata è stata combattuta, e non l’ha vinta nessuno.

Lo zoom cambia la storia

Una candela non è per forza una giornata. Dipende da come è impostato il grafico: può essere un’ora, una settimana, un mese. La regola resta identica, cambia solo quanto tempo sta dentro una figura.

La stessa storia raccontata con lo zoom sbagliato sembra un’altra storia, e la prima volta che si guarda un grafico non viene in mente. 5 candele rosse di fila fanno impressione. Se sono 5 ore di una giornata sola, dentro un anno che sale, non hanno detto niente. Se sono 5 anni, hanno detto tutto.

Prima di guardare la forma delle candele, quindi, si guarda una cosa sola: quanto tempo sta dentro una candela. Sta scritto in un angolo del grafico, di solito con una sigla breve.

LA STESSA STORIA, DA VICINO E DA LONTANO CINQUE CANDELE DA UN’ORA cinque rosse di fila dalle 11 alle 16 di un mercoledì qualunque LO STESSO MERCATO, UN ANNO INTERO sono qui dentro un anno che sale quelle cinque ore sono una candela sola, e nemmeno la peggiore Prima della forma, si guarda quanto tempo sta dentro una candela. La stessa figura, su un tempo diverso, racconta una storia diversa.
Provaci. Guardi un grafico e vedi 3 candele scure di fila. Ti devi preoccupare?
Dipende da quanto dura una candela, e finché non lo sai la domanda non ha risposta. 3 candele scure da 5 minuti sono un quarto d’ora storto. 3 candele scure mensili sono un trimestre in calo. La forma è la stessa, il significato no.

L’altra scelta: come è disegnata l’altezza

Lo zoom decide quanto tempo entra dentro una candela, e riguarda l’asse orizzontale. C’è una seconda scelta, che riguarda quello verticale, e cambia il disegno altrettanto.

Un grafico si può disegnare in 2 modi. Nella scala lineare la stessa distanza in altezza vale sempre lo stesso numero di euro. Nella scala logaritmica la stessa distanza vale sempre la stessa percentuale.

Prendi un titolo che passa da 10 a 20 euro: è raddoppiato, ha fatto il 100%. Anni dopo passa da 100 a 110: ha fatto il 10%. Sulla scala lineare quei 2 movimenti sono alti uguale, perché in tutti e 2 i casi sono 10 euro di differenza. Per chi possedeva quel titolo, però, il primo ha raddoppiato i soldi e il secondo li ha aumentati di un decimo.

LO STESSO TITOLO, DISEGNATO IN 2 MODI Da 10 a 110 euro in 20 anni, sempre allo stesso ritmo: il 12,7% l’anno. SCALA LINEARE stessa distanza, stessi euro 0 40 80 120 € da 10 a 20 +100% da 100 a 110 +10% I primi 10 anni sembrano piatti, e la fine sembra un’impennata. Le 2 salite hanno la stessa altezza: 25 px. SCALA LOGARITMICA stessa distanza, stessa percentuale 10 20 50 100 € +100% 72 px di salita +10% 10 px di salita La stessa storia diventa una salita regolare, perché il ritmo è sempre stato lo stesso. Qui l’altezza dice quanto sei diventato più ricco.

Su un grafico che copre molti anni la scala lineare schiaccia il passato fino a farlo sembrare piatto, e gonfia gli ultimi anni fino a farli sembrare un’impennata. Con la scala logaritmica molte salite spaventose diventano salite regolari, e certe discese che sembravano piccole mostrano quanto sono state profonde davvero.

Nelle piattaforme è un’opzione che si chiama «log» oppure «logaritmica», e si cambia in 2 secondi. Sui grafici lunghi vale la pena tenerla accesa, perché l’altezza torna a dire quanto sei diventato più ricco, invece di quanti euro si è mosso il prezzo.

Una cosa che quasi nessuno sa

Questo modo di disegnare i prezzi nasce in Giappone, nella borsa del riso di Osaka. La Dojima esisteva già alla fine del Seicento, e dopo il 1710 lì dentro si scambiavano ricevute di riso: i primi contratti a termine della storia. Il nome che si ricorda è Munehisa Homma, nato nel 1724, che prese in mano l’azienda di famiglia nel 1750 e si mise a commerciare riso. Dai suoi principi è nata la tecnica delle candele che i giapponesi usano ancora oggi. In Occidente sono arrivate nel dicembre 1989, con un articolo di 2 pagine di Steve Nison: il primo scritto sull’argomento da un non giapponese.

L’avvertenza di Favilla

Le candele raccontano la giornata appena finita. Su quella di domani tacciono. Nison, che è l’uomo che le ha portate in Occidente, nel suo libro le chiama un’arma fra le tante, da usare insieme al resto. Chi te le presenta come un metodo per sapere cosa farà il mercato domani ti sta vendendo qualcosa.

Il simulatore · costruisci la candela

apre
chiude
il massimo
il minimo
I sei tasti caricano giornate vere dell’indice S&P 500, coi quattro prezzi presi da Yahoo Finance. Muovendo i cursori la candela è inventata, e serve solo a vedere come cambia la forma. Nessuna di queste figure dice cosa farà il prezzo domani.
Favilla, in 3 punti
  1. Una candela racconta quattro numeri: apertura, chiusura, massimo e minimo. Il corpo sta fra i primi due, le ombre arrivano agli altri.
  2. Il corpo è dove si è chiusa la trattativa, le ombre dicono fin dove si è spinta la lite.
  3. Prima della forma si guarda lo zoom: la stessa figura, su un tempo diverso, racconta una storia diversa.

Il quiz, 3 domande

1. Cosa dice il corpo di una candela?
Il corpo sta fra apertura e chiusura: è la stretta di mano a fine giornata. Fin dove è arrivato il prezzo lo dicono le ombre, che sono un’altra cosa.
2. Una candela ha un corpo piccolo e una lunga ombra in alto. Cosa è successo?
L’ombra dice fin dove si è spinta la salita, il corpo dice dove si è chiuso davvero. Con un corpo piccolo e un’ombra lunga sopra, chi aveva alzato il prezzo non ha retto fino alla chiusura.
3. Tre candele scure di fila sono un brutto segno?
3 candele scure da 5 minuti sono un quarto d’ora storto. 3 candele scure mensili sono un trimestre in calo. La forma è la stessa, il significato no: prima si guarda lo zoom.
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