La direzione
«Chiedere a un grafico dove andrà il prezzo somiglia a chiedere a una mappa che tempo farà domani. Quello che una mappa dice davvero è da che parte sale il sentiero fino al punto in cui ti trovi, e saperlo cambia già il passo con cui parti.»
Anna apre il grafico dell’ETF che ha comprato a gennaio e si trova davanti una discesa lunga 3 settimane. Telefona al fratello, che apre lo stesso grafico sul suo telefono e le risponde che quello strumento sale da 2 anni. Guardano la stessa cosa nello stesso momento, e hanno ragione tutti e due.
La firma di una salita
Una salita lascia una traccia che si conta invece di intuirla: ogni pausa si ferma più in alto della precedente e ogni allungo supera quello di prima, così che massimi e minimi crescono insieme. In discesa la traccia si rovescia. Quando nessuna delle 2 compare, il prezzo rimbalza dentro un intervallo, fra un pavimento e un soffitto che sono l’argomento della lezione 2.4.
Chi guarda un grafico vero per la prima volta si stupisce sempre della stessa cosa: dentro le salite ci sono giornate scure, anche pesanti, e dentro le discese giornate chiare che sembrano promettere la svolta. La direzione vive nella sequenza dei massimi e dei minimi, mentre la singola candela racconta soltanto la sua giornata (lezione 2.2). L’immagine che regge è quella della marea: le onde vanno avanti e indietro mentre il livello dell’acqua sale.
Contare cambia anche la domanda che ci si fa davanti allo schermo: al posto di «mi sembra che scenda» si guarda dove si sono fermate le ultime discese e dove si sono spente le ultime salite, e la risposta si legge sul grafico.
Per dire qualcosa di sensato su una direzione servono almeno 2 massimi e 2 minimi. Con un punto solo si disegna la linea che si preferisce, e questo è il primo modo in cui un grafico viene usato per convincere qualcuno.
La direzione cambia con la finestra che guardi
Anna e suo fratello guardavano lo stesso ETF con 2 righelli diversi. Sul grafico giornaliero degli ultimi 3 mesi i massimi scendevano uno dopo l’altro; sul settimanale degli ultimi 3 anni gli stessi prezzi finivano dentro una sequenza che saliva. Tutte e due le letture sono corrette, perché rispondono a 2 domande diverse: come è andato l’ultimo trimestre, e dove sta andando il viaggio intero.
Da qui esce la regola pratica di questa lezione: prima si dichiara il proprio orizzonte, poi si apre il grafico. Chi ha aperto un piano di accumulo pensando ai 15 anni e giudica quella scelta sul grafico a 3 mesi sta misurando il proprio investimento con il righello di qualcun altro.
Il percorso La Vetta prende la stessa posizione della lezione 2.2: si lavora da 1 giorno in su, con il mensile e il settimanale come finestre di chi investe e il giornaliero tenuto per i dettagli. Sotto la giornata restano movimenti che nascono e muoiono in pochi minuti, e di quelli si occupa la lezione 2.5.
Il livello del mare
Una media mobile si costruisce con l’aritmetica che si impara alle medie: si prendono gli ultimi prezzi di chiusura, si sommano, si divide per quanti sono, e il giorno dopo il conto si rifà facendo entrare il prezzo nuovo e uscire il più vecchio. Il risultato è una linea morbida che accompagna il prezzo con i sussulti tolti.
Prendi un esempio con 5 giornate, tenuto corto apposta per far vedere il meccanismo. Le chiusure sono 10, 11, 12, 11 e 13 euro: la somma fa 57 euro e la media 11,40 euro. Il giorno dopo arriva una chiusura da 14 euro ed esce dal conto la prima da 10 euro, così che la media diventa 12,20 euro. La linea si è spostata di 80 centesimi, perché ogni prezzo nuovo pesa 1 su 5.
Le medie che si trovano di serie sulle piattaforme fanno lo stesso conto su molte più giornate, e quella a 200 giorni è fra le più citate dai giornali finanziari. Il modo migliore di pensarla è come il livello del mare della tua mappa: quando il prezzo naviga stabilmente sopra quella linea, chi ha comprato durante le ultime 200 sedute in media si trova in guadagno; quando il prezzo scivola sotto, la maggioranza di chi è entrato di recente si trova sott’acqua, e ogni rimbalzo incontra qualcuno che vuole uscire alla pari. È lo stesso meccanismo umano che nella lezione 2.4 trasforma un pavimento attraversato in un soffitto.
Questa linea conta anche per una ragione quasi sociologica, dato che la guardano in tanti, dai gestori agli algoritmi ai giornali: quando un indice importante attraversa la sua media a 200 giorni la notizia rimbalza ovunque e produce reazioni per conto suo, come i numeri tondi della lezione 2.4.
Perché la linea arriva sempre dopo
Il ritardo di una media si calcola, e conoscerlo evita di chiederle quello che non può dare. Con 200 giornate dentro il conto ogni prezzo nuovo pesa 1 su 200, quindi perché la linea cambi pendenza servono settimane di prezzi tutti dalla stessa parte, e una discesa violenta si vede sulle candele il giorno stesso e sulla media parecchio tempo dopo. La stessa aritmetica che toglie i sussulti toglie anche la prontezza.
Il numero di giornate, poi, lo sceglie chi disegna il grafico, e dentro quel numero non c’è niente di speciale. Con 20, 50, 100 o 200 giorni si ottengono 4 linee diverse sopra gli stessi prezzi, e nello stesso momento la linea corta può stare sotto il prezzo mentre quella lunga gli sta sopra, senza che nessuna delle 2 abbia sbagliato il conto. Chi mostra una media senza dire su quante giornate è calcolata toglie a chi ascolta la possibilità di controllare.
Gli attraversamenti fra il prezzo e la media vengono presentati spesso come momenti in cui agire, con nomi solenni che li fanno sembrare rari e affidabili. Chi li usa come comando compra e vende molte volte l’anno, e ogni operazione porta con sé una commissione e uno spread, 2 morsi che si ripetono a ogni giro e che si mangiano proprio il rendimento cercato. Questa pagina spiega che cosa mostra una media, mentre il momento in cui si compra o si vende resta fuori dal perimetro di un percorso di educazione.
Quando la traccia si rompe
Prima o poi arriva un minimo che si ferma più in basso del precedente, e la sequenza che teneva insieme la salita smette di essere una salita. La mappa segnala che il terreno è cambiato, e su quello che viene dopo tace: può essere una pausa dentro una salita più lunga, l’inizio di una discesa vera, oppure un rientro di 3 settimane che poi riparte.
Per questo la decisione utile si prende prima, quando le acque sono calme: si stabilisce ogni quanto si guarda il grafico, quale finestra si guarda, e che cosa si farà in ciascuno dei casi possibili. Chi aspetta il momento in cui la traccia si rompe si trova a decidere davanti a uno schermo rosso, e in quella condizione quasi tutti fanno le stesse 2 cose, guardare più spesso e muoversi in fretta.
Una direzione si legge sul terreno già percorso, e sul tratto che comincia domani il grafico tace. Una media mobile riassume il passato per costruzione, quindi arriva sempre dopo il movimento che riassume. Chi te la presenta come un momento in cui comprare o vendere ti sta vendendo qualcosa.
Il simulatore · sposta la media e guarda che cosa cambia
Dove passerà la linea della media fra 3 mesi?
- Una salita si conta invece di intuirla: massimi e minimi che crescono insieme. In discesa la sequenza si rovescia, e quando manca del tutto il prezzo gira dentro un intervallo.
- La direzione cambia con la finestra: prima si dichiara il proprio orizzonte, poi si apre il grafico.
- Una media mobile è la media dei prezzi passati, rifatta ogni giorno. Dice a che punto del viaggio ci si trova, e si muove sempre in ritardo.
