Quanto costa l’1%
«Il campo si chiude con la voce che nessuno guarda, perché è l’unica che non compare mai nell’estratto conto come una riga a sé. I costi escono da soli, senza che nessuno faccia un bonifico per pagarli, e si misurano guardando il risultato che manca. Alla fine di questa lezione avrai un conto da fare, e sarà il conto che rende la domanda sul prezzo una domanda seria.»
Ad Anna hanno proposto una soluzione che costa l’1,50% l’anno. Lei ha fatto la domanda giusta, cioè quanto costa, e si è sentita rispondere una cosa vera: «è l’1,5%, sui suoi 20.000 euro fanno 300 euro l’anno». Anna ha pensato che 300 euro fossero pochi per togliersi il pensiero, e ha firmato.
Quel numero si paga ogni anno, e su tutto
La frase «300 euro l’anno» è esatta il primo anno e diventa sbagliata dal secondo, perché il costo si applica al patrimonio e il patrimonio cresce. Quando i 20.000 euro saranno diventati 40.000, quell’1,50% farà 600 euro. E i soldi che escono per pagarlo smettono di lavorare, quindi ogni euro di costo si porta via anche tutto quello che avrebbe prodotto negli anni rimasti.
Coi numeri: 20.000 euro, un rendimento lordo del 6% l’anno e 20 anni davanti. Con un costo dello 0,20% si arriva a 61.765 euro. Con un costo dell’1,50% si arriva a 48.234. La differenza è di 13.531 euro, cioè il 21,9% del risultato migliore.
Il conto fatto a mente dà un numero molto più piccolo: 1,30 punti di differenza l’anno, su 20.000 euro, per 20 anni, fanno 5.200 euro. Quello vero è 2,6 volte tanto, e la parte che manca sono gli interessi che quei costi hanno impedito di produrre.
Quanto pesa dipende dagli anni che hai davanti
Lo stesso punto percentuale di costo pesa in modo molto diverso secondo il tempo su cui si applica. A parità di tutto il resto, 1 punto secco l’anno vale 3.184 euro su 10 anni, 10.685 su 20 e 26.909 su 30. In percentuale del risultato si passa dal 9,1% al 24,8%.
Chi ha davanti più anni ha quindi più motivi per guardare i costi, e sono proprio le persone giovani a sentirsi dire che alla loro età queste cose contano poco.
Il conto che quasi nessuno fa
Fino a qui il ragionamento sembra portare a una conclusione sola, cioè che vince sempre chi costa meno. Quella conclusione arriva da un confronto incompleto, perché mette a fianco 2 costi e lascia fuori quello che ognuno dei 2 compra.
Al costo di uno strumento va sommato il costo di tutto quello che serve per sceglierlo, per tenerlo e per non abbandonarlo nel mese sbagliato. Chi fa da sé quel costo lo paga in tempo e in errori, e chi si fa accompagnare lo paga in percentuale. Il confronto onesto sta fra i totali.
Rifacciamo il conto con 3 strade. Un ETF allo 0,20% da soli porta a 61.765 euro. Lo stesso ETF con l’1,00% di consulenza sopra porta a 51.081. Una soluzione all’1,50% tutto compreso porta a 48.234.
La cosa utile è che la distanza si può trasformare in una soglia. Perché la seconda strada pareggi la prima, quell’1,00% deve produrre 1 punto di rendimento lordo in più ogni anno, cioè il 7% invece del 6%. La soglia è esattamente il costo, e questo vale su qualunque orizzonte.
Un punto l’anno si può produrre in modi che con l’indovinare il futuro non c’entrano niente: tenere qualcuno dentro nel mese in cui vorrebbe uscire, evitare 3 operazioni inutili, sistemare la fiscalità, ribilanciare quando serve invece che quando viene in mente. Chi chiede di più ha l’onere di dire che cosa dà in cambio, e adesso quell’onere si misura in punti.
Il TER è la voce che si vede scritta. Accanto ce ne sono almeno altre 4 che si pagano lo stesso: le spese del conto titoli, il differenziale fra il prezzo a cui si compra e quello a cui si vende, il costo del cambio quando lo strumento è in un’altra valuta, e le tasse. Nessuna di queste compare nel numero che viene detto per primo, e tutte finiscono nello stesso posto. La domanda da fare per iscritto è una sola: qual è il costo totale annuo, tutto compreso, in percentuale del capitale?
Questa lezione dice quanto pesa un costo, e non dice quale costo sia giusto. Un costo alto può valere quello che chiede, e uno basso può accompagnare uno strumento che con i tuoi obiettivi non c’entra niente. Il 6% lordo di queste pagine è un’ipotesi di lavoro, come tutti gli altri numeri: nessuno può promettere un rendimento. Quello che resta vero comunque è che il costo si paga ogni anno su tutto il capitale, e che chi lo chiede ha l’onere di dire che cosa dà in cambio.
Il simulatore · quanto se ne prende il costo
Alla fine quanto sono costati quei punti?
- Il costo si paga ogni anno su tutto il capitale, e si porta via anche gli interessi che quei soldi avrebbero fatto. Per questo 1,30 punti su 20 anni fanno 13.531 euro invece dei 5.200 del conto a mente.
- Lo stesso punto pesa 3.184 euro su 10 anni e 26.909 su 30: più anni si hanno davanti, più conviene guardare i costi.
- Il confronto onesto sta fra i costi totali, e la distanza si trasforma in una soglia: chi chiede 1 punto in più deve produrre 1 punto in più, e quella soglia si può chiedere a voce alta.
