Progetto editoriale di educazione finanziaria

La Vetta · Lezione 4.4 · Quanto costa l’1%

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Tappa 4 · Il portafoglio · Lezione 4 di 4

Quanto costa l’1%

Il patto. 11 minuti. Alla fine saprai perché una differenza di costo che sembra piccola diventa grande, saprai calcolare in euro quanto pesa sul numero di anni che hai davanti, e saprai fare il conto che quasi nessuno fa: quanto deve valere quello che stai comprando con quel costo.
Favilla apre

«Il campo si chiude con la voce che nessuno guarda, perché è l’unica che non compare mai nell’estratto conto come una riga a sé. I costi escono da soli, senza che nessuno faccia un bonifico per pagarli, e si misurano guardando il risultato che manca. Alla fine di questa lezione avrai un conto da fare, e sarà il conto che rende la domanda sul prezzo una domanda seria.»

La scena

Ad Anna hanno proposto una soluzione che costa l’1,50% l’anno. Lei ha fatto la domanda giusta, cioè quanto costa, e si è sentita rispondere una cosa vera: «è l’1,5%, sui suoi 20.000 euro fanno 300 euro l’anno». Anna ha pensato che 300 euro fossero pochi per togliersi il pensiero, e ha firmato.

Quel numero si paga ogni anno, e su tutto

La frase «300 euro l’anno» è esatta il primo anno e diventa sbagliata dal secondo, perché il costo si applica al patrimonio e il patrimonio cresce. Quando i 20.000 euro saranno diventati 40.000, quell’1,50% farà 600 euro. E i soldi che escono per pagarlo smettono di lavorare, quindi ogni euro di costo si porta via anche tutto quello che avrebbe prodotto negli anni rimasti.

Coi numeri: 20.000 euro, un rendimento lordo del 6% l’anno e 20 anni davanti. Con un costo dello 0,20% si arriva a 61.765 euro. Con un costo dell’1,50% si arriva a 48.234. La differenza è di 13.531 euro, cioè il 21,9% del risultato migliore.

Il conto fatto a mente dà un numero molto più piccolo: 1,30 punti di differenza l’anno, su 20.000 euro, per 20 anni, fanno 5.200 euro. Quello vero è 2,6 volte tanto, e la parte che manca sono gli interessi che quei costi hanno impedito di produrre.

LA FORBICE SI APRE PIANO, E NON SI RICHIUDE PIÙ 61.765 € costo 0,20% 48.234 € costo 1,50% la forbice vale 13.531 € il 21,9% del risultato oggi, 20.000 € fra 20 anni Il conto fatto a mente, 1,30 punti l’anno su 20.000 euro per 20 anni, dà 5.200 euro. Il conto vero è 2,6 volte tanto, e la parte che manca sono gli interessi che quei costi hanno impedito di produrre negli anni rimasti. Ipotesi di lavoro: 20.000 euro e un rendimento lordo del 6% l’anno, uguale per tutte e 2 le linee. Non è una previsione, e serve a isolare una cosa sola, cioè il costo. I mercati non salgono lungo una curva liscia.
Provaci. 20.000 euro, 20 anni, e 1,30 punti di costo in più ogni anno. Prima di leggere la risposta, scrivi su un foglio quanto costano alla fine.
Sono 13.531 euro. La testa fa 1,30% di 20.000 per 20 anni e arriva a 5.200, che è il conto di chi paga il costo con soldi presi da fuori. Quando invece il costo esce dal capitale, ogni euro pagato porta via anche gli interessi che avrebbe fatto negli anni che restano, e il buco cresce insieme al resto. La quota che se ne va è il 21,9% del risultato.

Quanto pesa dipende dagli anni che hai davanti

Lo stesso punto percentuale di costo pesa in modo molto diverso secondo il tempo su cui si applica. A parità di tutto il resto, 1 punto secco l’anno vale 3.184 euro su 10 anni, 10.685 su 20 e 26.909 su 30. In percentuale del risultato si passa dal 9,1% al 24,8%.

Chi ha davanti più anni ha quindi più motivi per guardare i costi, e sono proprio le persone giovani a sentirsi dire che alla loro età queste cose contano poco.

LO STESSO PUNTO, SU ORIZZONTI DIVERSI 1 punto di costo in più ogni anno, sugli stessi 20.000 euro di partenza 35.147 31.963 61.765 51.081 108.543 81.634 10 anni 20 anni 30 anni 3.184 € 10.685 € 26.909 € il 9,1% del risultato il 17,3% il 24,8% costo 0,20% costo 1,20% Ipotesi di lavoro: rendimento lordo del 6% l’anno, uguale in tutti e 3 i casi. Non è una previsione: cambia soltanto il costo e il tempo.

Il conto che quasi nessuno fa

Fino a qui il ragionamento sembra portare a una conclusione sola, cioè che vince sempre chi costa meno. Quella conclusione arriva da un confronto incompleto, perché mette a fianco 2 costi e lascia fuori quello che ognuno dei 2 compra.

Al costo di uno strumento va sommato il costo di tutto quello che serve per sceglierlo, per tenerlo e per non abbandonarlo nel mese sbagliato. Chi fa da sé quel costo lo paga in tempo e in errori, e chi si fa accompagnare lo paga in percentuale. Il confronto onesto sta fra i totali.

Rifacciamo il conto con 3 strade. Un ETF allo 0,20% da soli porta a 61.765 euro. Lo stesso ETF con l’1,00% di consulenza sopra porta a 51.081. Una soluzione all’1,50% tutto compreso porta a 48.234.

IL CONFRONTO ONESTO STA FRA I TOTALI ETF allo 0,20%, da soli 61.765 € ETF 0,20% più 1,00% di accompagnamento 51.081 € soluzione all’1,50% tutto compreso 48.234 € LA SOGLIA Perché la seconda strada pareggi la prima, quell’1,00% deve produrre 1 punto l’anno cioè un rendimento lordo del 7% invece del 6%. La soglia è il costo stesso, e non cambia con gli anni. Un punto l’anno si produce anche senza indovinare niente: tenere qualcuno dentro nel mese in cui vorrebbe uscire, evitare 3 operazioni inutili, sistemare la fiscalità, ribilanciare quando serve. Chi chiede di più dice che cosa dà in cambio.

La cosa utile è che la distanza si può trasformare in una soglia. Perché la seconda strada pareggi la prima, quell’1,00% deve produrre 1 punto di rendimento lordo in più ogni anno, cioè il 7% invece del 6%. La soglia è esattamente il costo, e questo vale su qualunque orizzonte.

Un punto l’anno si può produrre in modi che con l’indovinare il futuro non c’entrano niente: tenere qualcuno dentro nel mese in cui vorrebbe uscire, evitare 3 operazioni inutili, sistemare la fiscalità, ribilanciare quando serve invece che quando viene in mente. Chi chiede di più ha l’onere di dire che cosa dà in cambio, e adesso quell’onere si misura in punti.

Provaci. Anna ha 10 anni davanti invece di 20. Prima di leggere la risposta, scrivi se la soglia da superare diventa più alta o più bassa.
Resta identica: 1 punto l’anno, perché la soglia è il costo stesso e non dipende dal tempo. Quello che cambia è la posta: su 10 anni in gioco ci sono 3.184 euro invece di 10.685. Detta al contrario, con pochi anni davanti la stessa scelta pesa meno in euro, e la domanda da fare a chi propone resta la stessa.
Una cosa che quasi nessuno sa

Il TER è la voce che si vede scritta. Accanto ce ne sono almeno altre 4 che si pagano lo stesso: le spese del conto titoli, il differenziale fra il prezzo a cui si compra e quello a cui si vende, il costo del cambio quando lo strumento è in un’altra valuta, e le tasse. Nessuna di queste compare nel numero che viene detto per primo, e tutte finiscono nello stesso posto. La domanda da fare per iscritto è una sola: qual è il costo totale annuo, tutto compreso, in percentuale del capitale?

L’avvertenza di Favilla

Questa lezione dice quanto pesa un costo, e non dice quale costo sia giusto. Un costo alto può valere quello che chiede, e uno basso può accompagnare uno strumento che con i tuoi obiettivi non c’entra niente. Il 6% lordo di queste pagine è un’ipotesi di lavoro, come tutti gli altri numeri: nessuno può promettere un rendimento. Quello che resta vero comunque è che il costo si paga ogni anno su tutto il capitale, e che chi lo chiede ha l’onere di dire che cosa dà in cambio.

Il simulatore · quanto se ne prende il costo

costo ogni anno 1,30%
20.000 €lordo 6%conto esatto
Il 6% lordo è un’ipotesi di lavoro, uguale per tutte e 2 le linee: serve a isolare una cosa sola, cioè il costo. Nessuno può promettere un rendimento, e i mercati non salgono lungo una curva liscia. La linea di sopra è il caso senza nessun costo, che non esiste da nessuna parte e serve solo come metro: quello che conta è la distanza fra 2 costi diversi, che è il confronto vero quando si sceglie.
Favilla, in 3 punti
  1. Il costo si paga ogni anno su tutto il capitale, e si porta via anche gli interessi che quei soldi avrebbero fatto. Per questo 1,30 punti su 20 anni fanno 13.531 euro invece dei 5.200 del conto a mente.
  2. Lo stesso punto pesa 3.184 euro su 10 anni e 26.909 su 30: più anni si hanno davanti, più conviene guardare i costi.
  3. Il confronto onesto sta fra i costi totali, e la distanza si trasforma in una soglia: chi chiede 1 punto in più deve produrre 1 punto in più, e quella soglia si può chiedere a voce alta.

Il quiz, 3 domande

1. 20.000 euro, 20 anni, 1,30 punti di costo in più ogni anno. Quanto costano alla fine?
Il costo esce dal capitale, quindi ogni euro pagato smette di lavorare per tutti gli anni che restano. La differenza fra 5.200 e 13.531 sono proprio quegli interessi mancati.
2. Lo stesso punto di costo, su 10 anni e su 30. Dove pesa di più?
Il costo si applica ogni anno a un capitale che cresce, quindi il conto si allarga con gli anni. In percentuale del risultato si passa dal 9,1% al 24,8%.
3. Un accompagnamento costa 1 punto l’anno sopra lo strumento. Che cosa deve produrre per pareggiare?
La soglia è esattamente il costo, cioè 1 punto. Quello che cambia con gli anni sono gli euro in gioco, e non la soglia da superare.
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