Progetto editoriale di educazione finanziaria

La Vetta · Lezione 4.3 · Quanto vale un anno

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Tappa 4 · Il portafoglio · Lezione 3 di 4

Quanto vale un anno

Il patto. 10 minuti. Alla fine saprai quale anno si perde davvero quando si rimanda, saprai contarlo in euro invece che raccontarlo, e saprai perché lo stesso anno di ritardo costa di più a chi ha più tempo davanti.
Favilla apre

«Nel campo hai visto come stanno insieme le cose che possiedi e quando ci si entra. Resta la manopola che nessuno può comprare e che tutti hanno già in mano, cioè il tempo. Nel Sentiero l’hai vista raccontata con la palla di neve che rotola: qui la stessa cosa si conta in euro, e il numero che viene fuori sorprende quasi tutti.»

La scena

Anna ha 46 anni e ha appena fatto un conto: alla pensione le mancano 21 anni. Prova un calcolatore online, mette 20.000 euro, e poi per curiosità rifa il conto come se avesse l’età di suo figlio, che ne ha 25. Il secondo numero è quasi il triplo del primo. Anna chiude il portatile e conclude che ormai è tardi. Da quella conclusione discende quello che fa dopo: rimanda ancora.

L’anno che si perde è l’ultimo

Rimandare di un anno sembra costare l’anno che sta davanti. Su 20.000 euro, con un’ipotesi del 5% l’anno, quell’anno vale 1.000 euro, ed è la cifra che viene in mente a chiunque faccia il conto a mente.

Il conto vero segue un’altra strada, e la differenza sta nell’ordine. Chi rimanda accorcia la fila dalla coda: la somma passa 20 anni al lavoro invece di 21, e l’anno che sparisce è l’ultimo, quello in cui sul piatto c’è la cifra più grossa di tutte.

Coi numeri di Anna: 20.000 euro lasciati lavorare 21 anni arrivano a 55.719 euro, e in 20 anni a 53.066. La differenza è 2.653 euro, cioè 2,7 volte i 1.000 che sembravano. Quel 5% si applica sui 53.066 euro dell’ultimo anno, e non sui 20.000 di oggi.

RIMANDANDO SI PERDE L’ULTIMO ANNO, NON IL PRIMO il primo anno l’ultimo anno oggi, 20.000 € fra 21 anni, 55.719 € QUANTO VALE QUELL’ANNO 1.000 € il primo 2.653 € l’ultimo Il 5% si applica sempre a quello che c’è sul piatto in quel momento: sui 20.000 euro di oggi fa 1.000 euro, sui 53.066 euro del ventunesimo anno fa 2.653. Chi rimanda accorcia la fila dalla coda, quindi perde il secondo dei 2 e non il primo. Ipotesi di lavoro: 20.000 euro e un rendimento del 5% l’anno, scelto per far vedere il meccanismo con numeri puliti. Non è una previsione, e i mercati non salgono lungo una curva liscia: quello che resta vero con qualunque numero è quale anno si perde rimandando.
Provaci. 20.000 euro, 21 anni davanti, ipotesi del 5% l’anno. Prima di leggere la risposta, scrivi su un foglio quanto costa rimandare di 1 anno solo.
Sono 2.653 euro. Quasi tutti rispondono 1.000, che è il 5% dei 20.000 di oggi: il conto è giusto e applicato all’anno sbagliato. Rimandando si perde l’ultimo anno, quello in cui la somma è arrivata a 53.066 euro, e il 5% di quella cifra fa 2.653. La testa immagina di tagliare il primo pezzo della fila, mentre le forbici lavorano in fondo.

La stessa fetta, euro diversi

C’è una regolarità che rende il conto facile da portarsi dietro: un anno di ritardo costa sempre la stessa fetta del risultato finale, e con un’ipotesi del 5% quella fetta è il 4,76%. Vale per Anna, vale per suo figlio, vale per chiunque.

In euro però quella fetta pesa in modo molto diverso, perché è diverso il risultato su cui si applica. Il figlio di Anna ha 25 anni e davanti ne ha 42. Gli stessi 20.000 euro, con la stessa ipotesi, arrivano a 155.232 euro. Un anno di ritardo gli costa 7.392 euro, cioè 7,4 volte i soliti 1.000.

LO STESSO ANNO PERSO, DUE PREZZI DIVERSI Anna si ferma qui 21 anni, 55.719 € suo figlio, 42 anni 155.232 € oggi, 20.000 € per tutti e 2 ad Anna 1 anno di ritardo costa 2.653 € a suo figlio lo stesso anno costa 7.392 € In percentuale la fetta è la stessa per tutti e 2, il 4,76% del risultato finale. In euro cambia, perché cambia il risultato. Ipotesi di lavoro: 20.000 euro e un rendimento del 5% l’anno. Non è una previsione, e serve a far vedere il meccanismo.

Il ritardo costa di più a chi ha più tempo davanti, e questo capovolge il senso comune, per cui rimandare sarebbe grave solo vicino al traguardo. A 25 anni un anno perso pesa quasi 3 volte quello che pesa a 46, e a 25 anni sembra che di anni ce ne siano infiniti.

Il conto che Anna ha sbagliato

Anna ha concluso di essere in ritardo perché si è confrontata con una persona che ha 21 anni meno di lei. Quel confronto risponde a una domanda che non le serve, perché l’età di suo figlio non è fra le cose che può scegliere.

Il confronto che le serve sta fra 2 versioni di lei stessa: Anna che comincia oggi e Anna che comincia fra un anno. Fra quelle 2 la differenza è di 2.653 euro, ed è una cifra che riguarda soltanto una decisione che può prendere adesso.

C’è anche una conseguenza pratica che vale per tutti: il momento in cui rimandare costa di più è sempre adesso, perché adesso è il momento in cui si ha più tempo davanti. Ogni anno che passa, il prezzo del rinvio successivo scende, e scende perché nel frattempo si è già perso il pezzo più caro.

IL RINVIO PIÙ CARO È SEMPRE QUELLO DI OGGI quanto costa ad Anna rimandare di 1 anno, secondo l’età a cui lo fa 2.653 € 1.710 € 46 anni 47 48 49 50 51 52 53 54 55 anni Ogni anno che passa, il rinvio successivo costa meno di quello di prima. Il pezzo più caro se n’è già andato. La barra si abbassa perché si abbassa il montante da cui si toglie: a 46 anni davanti ce ne sono 21, a 55 ne restano 12. Ipotesi di lavoro: 20.000 euro e un rendimento del 5% l’anno, con la pensione a 67. Non è una previsione.
Provaci. Anna aspetta 5 anni invece di 1. Prima di leggere la risposta, scrivi se secondo te il conto è 5 volte quello di 1 anno solo.
Quasi, e per poco. Aspettare 5 anni le costa 12.062 euro, mentre 5 volte il primo anno farebbero 13.265. La differenza nasce dal fatto che ogni anno che si perde è un po’ meno caro del precedente, perché il montante da cui si toglie si è abbassato. Il conto resta comunque enorme rispetto ai 5.000 euro che verrebbero in mente moltiplicando il 5% dei 20.000 per 5 anni.
Una cosa che quasi nessuno sa

Quel 4,76% ha una forma semplice: è 1 diviso 1,05, tolto da 1. Con un’ipotesi del 3% diventa il 2,91%, con una del 7% diventa il 6,54%. Il numero cambia poco, e quello che cambia parecchio è la cifra su cui si applica. Un anno di ritardo costa circa quanto il rendimento di un anno sul risultato finale, quindi per stimarlo si guarda il traguardo invece del punto di partenza, e il conto si fa a mente in 5 secondi.

L’avvertenza di Favilla

Il 5% di questa lezione è un’ipotesi di lavoro, scelta per far vedere il meccanismo con numeri puliti. Nessuno può promettere un rendimento, e chi lo fa sta vendendo qualcosa: i mercati salgono e scendono, e le curve lisce dei calcolatori esistono soltanto nei calcolatori. Quello che resta vero con qualunque numero è l’ordine dei fattori: l’anno che si perde rimandando è sempre l’ultimo, cioè il più caro.

Il simulatore · il prezzo dell’attesa

anni di attesa 1 anno
20.000 €ipotesi 5% l’annopensione a 67
Il 5% è un’ipotesi di lavoro, scelta per far vedere il meccanismo con numeri puliti: nessuno può promettere un rendimento, e i mercati non salgono lungo una curva liscia. Chi aspetta tiene la somma ferma per quegli anni e poi la fa lavorare per quelli che restano, e il conto è quello esatto. Con l’attesa a zero le 2 linee coincidono.
Favilla, in 3 punti
  1. Rimandare accorcia la fila dalla coda: l’anno che si perde è l’ultimo, quando il montante è al massimo. Per Anna sono 2.653 euro, contro i 1.000 che la testa si aspetta.
  2. Il costo di un anno è sempre la stessa fetta del risultato finale, e in euro cresce con gli anni che si hanno davanti: 2.653 per Anna a 46 anni, 7.392 per suo figlio a 25.
  3. Il momento in cui rimandare costa di più è sempre adesso, perché adesso è il momento in cui il tempo davanti è al massimo.

Il quiz, 3 domande

1. 20.000 euro, 21 anni davanti, ipotesi del 5%. Rimandare di 1 anno che cosa toglie?
Rimandando la fila si accorcia dalla coda, quindi sparisce l’anno in cui il montante è al massimo. Il conto del 5% resta giusto: cambia la cifra a cui si applica.
2. Lo stesso anno di ritardo, per una persona di 25 anni e per una di 46. A chi costa di più?
La fetta è la stessa, il 4,76% del risultato finale, e i risultati finali sono 155.232 e 55.719: in euro fanno 7.392 e 2.653.
3. Che cosa dice questa lezione a chi crede di essere partito tardi?
L’età di partenza degli altri non è una cosa su cui si decide. Il confronto fra Anna oggi e Anna fra un anno vale 2.653 euro, e riguarda una decisione che può prendere adesso.
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