Tutto subito, o poco per volta
«Nella lezione prima hai visto che cosa conviene mettere nello stesso zaino. Anna quella parte l’ha capita, e i suoi 18.000 euro stanno fermi sul conto da 24 mesi lo stesso, perché le manca la risposta a un’altra domanda: quando ci si mette dentro la roba. Il momento giusto si riconosce soltanto guardando indietro, e intanto i soldi stanno lì.»
Anna ha 18.000 euro fermi sul conto da 24 mesi. Sono arrivati tutti insieme, e da allora ogni mese si ripete la stessa frase: aspetto che scenda un po’. Ha aperto il grafico decine di volte, e ogni volta ha trovato una ragione buona per rimandare, perché era salito troppo oppure perché stava scendendo e poteva scendere ancora. I 18.000 euro sono ancora lì.
Le 2 strade, e l’unica cosa che le separa
Davanti a una somma ferma le strade sono 2. La prima la mette dentro tutta oggi, a un prezzo solo. La seconda la divide in rate uguali e ne versa una al mese, a 12 prezzi diversi.
Il conto che le separa è un conto di tempo, e sta in una riga: un euro rende soltanto per i giorni in cui è dentro. Col versamento unico tutti e 18.000 gli euro sono dentro dal primo giorno. Con un piano da 12 rate la prima rata da 1.500 euro sta dentro 11 mesi, l’ultima entra alla fine e non ci sta nemmeno un mese, e la media fa 5,5 mesi su 12.
Da qui viene tutto il resto. Se in quei 12 mesi i prezzi salgono, chi è rimasto dentro più a lungo arriva più in alto. Se scendono, chi è rimasto dentro meno perde meno, e in più le rate versate quando i prezzi erano bassi comprano più quote con gli stessi soldi.
La classifica si ribalta
Il simulatore qui sotto mette gli stessi 18.000 euro dentro 2 anni diversi, costruiti apposta: uno in cui i prezzi finiscono più in alto di dove erano partiti, e uno in cui finiscono più in basso. Le 2 strategie sono identiche in tutti e 2 i casi, e a cambiare è soltanto l’anno che avevano davanti.
Nell’anno che sale arriva più in alto il versamento unico. Nell’anno che scende arriva più in alto il piano. La differenza, nei 2 sensi, vale più di un decimo della somma di partenza, quindi si tratta di una cosa che si sente.
Qui sta il punto che chiude il ragionamento: quei 2 anni si distinguono soltanto dopo. Il 1° gennaio nessuno dei 2 portava un cartello, e le stesse persone che a dicembre spiegano perché era ovvio a gennaio stavano zitte.
Che cosa compra il piano
Sul risultato medio il piano parte indietro, per il conto dei mesi che hai appena visto. Compra però 3 cose, e sono cose che si pagano volentieri.
La prima: toglie di mezzo una domanda senza risposta. Chi versa ogni mese smette di dover decidere quando entrare, e quella decisione è esattamente quella che ha tenuto Anna ferma per 24 mesi.
La seconda: accorcia il caso peggiore. Il caso peggiore del versamento unico è entrare tutti insieme il giorno prima di una discesa lunga. Il piano quel giorno lo attraversa con una rata sola, e le altre 11 comprano ai prezzi che vengono dopo.
La terza: trasforma una decisione in un’abitudine. Una decisione si prende una volta e poi si rimette in discussione a ogni notizia. Un versamento automatico parte anche nei mesi in cui non ne avresti voglia, ed è nei mesi storti che serve.
I 24 mesi di Anna
Torniamo ai 18.000 euro fermi sul conto. In quei 24 mesi ci sono stati mesi in cui i prezzi erano più bassi di oggi e mesi in cui erano più alti, e Anna li ha attraversati tutti aspettando il più basso. Quel mese esiste, e si riconosce adesso che sono passati: guardando avanti, ogni mese somigliava a tutti gli altri.
Nel frattempo quei soldi hanno fatto una cosa sola, cioè niente. Aspettare è già una scelta, ed è la scelta di stare fuori, presa 24 volte di fila senza accorgersene. Va messa sul tavolo insieme alle altre 2 e confrontata con lo stesso metro, invece di restare la posizione di partenza da cui si guardano le altre.
Un piano di accumulo, quasi sempre, è un ordine automatico ripetuto: la stessa operazione fatta 12 volte l’anno invece di 1. Da qui nasce la domanda da fare prima di firmarne uno, e conviene farla per iscritto: la commissione si paga su ogni rata, oppure una volta sola? Su una rata da 1.500 euro qualche euro di commissione pesa poco. Sulla stessa somma divisa in rate da 50 euro, quella commissione si paga 30 volte per arrivare allo stesso capitale. Il conto si fa in percentuale della rata, e non in euro.
Questa lezione confronta 2 strade su una somma che c’è già, arrivata tutta insieme da un’eredità, da una liquidazione o dalla vendita di qualcosa. Chi invece mette da parte ogni mese quello che avanza dallo stipendio non ha questa scelta davanti: versa quando i soldi arrivano, ed è il modo giusto di farlo. Le 2 situazioni si somigliano nel nome e chiedono 2 ragionamenti diversi.
Il simulatore · i 2 anni
Quale delle 2 strade arriva più in alto?
- Un euro rende per i giorni in cui è dentro. Un piano da 12 rate tiene i soldi al lavoro 5,5 mesi su 12, e quel tempo in meno è il prezzo del piano.
- La classifica fra le 2 strade si ribalta a seconda dell’anno: sale il versamento unico negli anni che salgono, sale il piano negli anni che scendono. I 2 anni si distinguono soltanto dopo.
- Il piano compra 3 cose: toglie di mezzo una domanda senza risposta, accorcia il caso peggiore, e trasforma una decisione in un’abitudine che parte anche nei mesi storti.
