Progetto editoriale di educazione finanziaria

La Vetta · Lezione 4.2 · Tutto subito, o poco per volta

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Tappa 4 · Il portafoglio · Lezione 2 di 4

Tutto subito, o poco per volta

Il patto. 11 minuti. Alla fine saprai qual è l’unica cosa che separa davvero le 2 strade, saprai perché la classifica fra loro si ribalta a seconda dell’anno che hanno davanti, e saprai quali 3 cose compra un piano di accumulo.
Favilla apre

«Nella lezione prima hai visto che cosa conviene mettere nello stesso zaino. Anna quella parte l’ha capita, e i suoi 18.000 euro stanno fermi sul conto da 24 mesi lo stesso, perché le manca la risposta a un’altra domanda: quando ci si mette dentro la roba. Il momento giusto si riconosce soltanto guardando indietro, e intanto i soldi stanno lì.»

La scena

Anna ha 18.000 euro fermi sul conto da 24 mesi. Sono arrivati tutti insieme, e da allora ogni mese si ripete la stessa frase: aspetto che scenda un po’. Ha aperto il grafico decine di volte, e ogni volta ha trovato una ragione buona per rimandare, perché era salito troppo oppure perché stava scendendo e poteva scendere ancora. I 18.000 euro sono ancora lì.

Le 2 strade, e l’unica cosa che le separa

Davanti a una somma ferma le strade sono 2. La prima la mette dentro tutta oggi, a un prezzo solo. La seconda la divide in rate uguali e ne versa una al mese, a 12 prezzi diversi.

Il conto che le separa è un conto di tempo, e sta in una riga: un euro rende soltanto per i giorni in cui è dentro. Col versamento unico tutti e 18.000 gli euro sono dentro dal primo giorno. Con un piano da 12 rate la prima rata da 1.500 euro sta dentro 11 mesi, l’ultima entra alla fine e non ci sta nemmeno un mese, e la media fa 5,5 mesi su 12.

Da qui viene tutto il resto. Se in quei 12 mesi i prezzi salgono, chi è rimasto dentro più a lungo arriva più in alto. Se scendono, chi è rimasto dentro meno perde meno, e in più le rate versate quando i prezzi erano bassi comprano più quote con gli stessi soldi.

QUANTO STA DENTRO OGNI EURO, SU 12 MESI TUTTO SUBITO ogni euro dentro 12 mesi su 12 POCO PER VOLTA ogni euro dentro 5,5 mesi su 12 mese 1 mese 12 i 12 mesi, uguali per tutti e 2 Ogni barra è una rata da 1.500 euro, e la sua lunghezza è il tempo che quella rata passa dentro. Sopra sono tutte lunghe uguali, sotto si accorciano di un mese alla volta: 11 più 10 e via fino a zero, diviso 12, fa 5,5. Quel tempo in meno è il prezzo del piano.
Provaci. 18.000 euro divisi in 12 rate mensili da 1.500 euro. Prima di leggere la risposta, scrivi su un foglio quanti mesi in media resta dentro ogni euro, su 12.
Sono 5,5. La prima rata sta dentro 11 mesi, la seconda 10, la terza 9, e l’ultima entra alla fine e non ci sta nemmeno un mese: 11 più 10 e via fino a zero, diviso 12, fa 5,5. Un piano da 12 rate tiene i soldi al lavoro per poco meno della metà del tempo di un versamento unico, e quel tempo in meno è il prezzo che si paga per non dover indovinare il momento.

La classifica si ribalta

Il simulatore qui sotto mette gli stessi 18.000 euro dentro 2 anni diversi, costruiti apposta: uno in cui i prezzi finiscono più in alto di dove erano partiti, e uno in cui finiscono più in basso. Le 2 strategie sono identiche in tutti e 2 i casi, e a cambiare è soltanto l’anno che avevano davanti.

Nell’anno che sale arriva più in alto il versamento unico. Nell’anno che scende arriva più in alto il piano. La differenza, nei 2 sensi, vale più di un decimo della somma di partenza, quindi si tratta di una cosa che si sente.

LE STESSE 2 STRADE, DENTRO 2 ANNI DIVERSI UN ANNO CHE SALE i prezzi finiscono più in alto di dove erano partiti 18.000 di partenza versamento unico 23.040 piano da 12 rate 20.797 il versamento unico arriva 2.243 euro più in alto UN ANNO CHE SCENDE i prezzi finiscono più in basso di dove erano partiti 18.000 di partenza versamento unico 13.320 piano da 12 rate 15.125 il piano arriva 1.805 euro più in alto Stessa somma di partenza, stesse 2 strategie, stessi 12 mesi di durata: a cambiare è soltanto l’anno che avevano davanti. I 2 anni sono costruiti apposta per la lezione, e non sono serie storiche vere. Il 1° gennaio nessuno dei 2 portava un cartello.

Qui sta il punto che chiude il ragionamento: quei 2 anni si distinguono soltanto dopo. Il 1° gennaio nessuno dei 2 portava un cartello, e le stesse persone che a dicembre spiegano perché era ovvio a gennaio stavano zitte.

Che cosa compra il piano

Sul risultato medio il piano parte indietro, per il conto dei mesi che hai appena visto. Compra però 3 cose, e sono cose che si pagano volentieri.

La prima: toglie di mezzo una domanda senza risposta. Chi versa ogni mese smette di dover decidere quando entrare, e quella decisione è esattamente quella che ha tenuto Anna ferma per 24 mesi.

La seconda: accorcia il caso peggiore. Il caso peggiore del versamento unico è entrare tutti insieme il giorno prima di una discesa lunga. Il piano quel giorno lo attraversa con una rata sola, e le altre 11 comprano ai prezzi che vengono dopo.

La terza: trasforma una decisione in un’abitudine. Una decisione si prende una volta e poi si rimette in discussione a ogni notizia. Un versamento automatico parte anche nei mesi in cui non ne avresti voglia, ed è nei mesi storti che serve.

Provaci. Anna divide i 18.000 euro in 12 rate e comincia. Al terzo mese i prezzi scendono del 20%. Prima di leggere la risposta, scrivi se per il suo piano è una buona o una cattiva notizia.
Per le 3 rate già versate è una cattiva notizia, e per le 9 che deve ancora versare è una buona notizia, perché con gli stessi 1.500 euro comprano più quote. Quale delle 2 pesi di più dipende da quante rate mancano: all’inizio di un piano una discesa lavora quasi tutta a favore, verso la fine quasi tutta contro. È il rovescio di quello che dice la pancia, che a ogni discesa vorrebbe fermare i versamenti proprio nel momento in cui stanno comprando meglio.

I 24 mesi di Anna

Torniamo ai 18.000 euro fermi sul conto. In quei 24 mesi ci sono stati mesi in cui i prezzi erano più bassi di oggi e mesi in cui erano più alti, e Anna li ha attraversati tutti aspettando il più basso. Quel mese esiste, e si riconosce adesso che sono passati: guardando avanti, ogni mese somigliava a tutti gli altri.

Nel frattempo quei soldi hanno fatto una cosa sola, cioè niente. Aspettare è già una scelta, ed è la scelta di stare fuori, presa 24 volte di fila senza accorgersene. Va messa sul tavolo insieme alle altre 2 e confrontata con lo stesso metro, invece di restare la posizione di partenza da cui si guardano le altre.

I 24 MESI IN CUI ANNA HA ASPETTATO il mese più basso aspetto aspetto aspetto mese 1 mese 24, oggi Il cerchio verde è il mese in cui conveniva entrare, e si riconosce adesso che sono passati tutti e 24. Guardando avanti quel mese somigliava agli altri: nelle 3 tacche Anna aveva le stesse informazioni che ha oggi, meno quelle arrivate dopo. Andamento costruito apposta per la lezione, non una serie storica vera.
Una cosa che quasi nessuno sa

Un piano di accumulo, quasi sempre, è un ordine automatico ripetuto: la stessa operazione fatta 12 volte l’anno invece di 1. Da qui nasce la domanda da fare prima di firmarne uno, e conviene farla per iscritto: la commissione si paga su ogni rata, oppure una volta sola? Su una rata da 1.500 euro qualche euro di commissione pesa poco. Sulla stessa somma divisa in rate da 50 euro, quella commissione si paga 30 volte per arrivare allo stesso capitale. Il conto si fa in percentuale della rata, e non in euro.

L’avvertenza di Favilla

Questa lezione confronta 2 strade su una somma che c’è già, arrivata tutta insieme da un’eredità, da una liquidazione o dalla vendita di qualcosa. Chi invece mette da parte ogni mese quello che avanza dallo stipendio non ha questa scelta davanti: versa quando i soldi arrivano, ed è il modo giusto di farlo. Le 2 situazioni si somigliano nel nome e chiedono 2 ragionamenti diversi.

Il simulatore · i 2 anni

in quante rate 12 rate
18.000 € di partenza12 mesi2 anni costruiti
I 2 anni sono costruiti apposta per la lezione e non sono serie storiche vere: servono a far vedere il meccanismo con numeri puliti. Il conto è quello esatto: il versamento unico compra tutte le quote al prezzo del primo mese, mentre il piano ne compra una parte a ognuno dei prezzi che incontra. Con il cursore a 1 rata le 2 strade coincidono, perché a quel punto sono la stessa cosa.
Favilla, in 3 punti
  1. Un euro rende per i giorni in cui è dentro. Un piano da 12 rate tiene i soldi al lavoro 5,5 mesi su 12, e quel tempo in meno è il prezzo del piano.
  2. La classifica fra le 2 strade si ribalta a seconda dell’anno: sale il versamento unico negli anni che salgono, sale il piano negli anni che scendono. I 2 anni si distinguono soltanto dopo.
  3. Il piano compra 3 cose: toglie di mezzo una domanda senza risposta, accorcia il caso peggiore, e trasforma una decisione in un’abitudine che parte anche nei mesi storti.

Il quiz, 3 domande

1. 18.000 euro divisi in 12 rate mensili. Quanto tempo resta dentro ogni euro, in media?
La prima rata sta dentro 11 mesi, la seconda 10, e l’ultima nemmeno uno: la media fa 5,5. Quel tempo in meno è il prezzo del piano, e si paga negli anni che salgono.
2. Le stesse 2 strategie, messe in un anno che sale e in un anno che scende. Che cosa succede?
Le 2 strategie non cambiano, e a cambiare è l’anno che hanno davanti. Il problema pratico è che quale dei 2 anni si ha davanti si scopre alla fine.
3. Un piano di accumulo è appena cominciato e i prezzi scendono del 20%. Per le rate che devono ancora arrivare, che notizia è?
Le rate già versate perdono, e quelle che arrivano comprano meglio. All’inizio di un piano le seconde sono molte più delle prime, ed è il momento in cui fermarsi costa di più.
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