Cinque cose che sono una sola
«Nel campo scorso hai imparato a guardare una cosa alla volta e a chiederle conto del suo prezzo. Da oggi si guarda che cosa succede quando le cose stanno nello stesso zaino, perché lì compare una proprietà che nessuna delle 2 aveva da sola. E si comincia da un errore che fanno quasi tutti, Anna compresa.»
Anna ha 5 fondi, comprati in 5 momenti diversi, di 3 società diverse, con 5 nomi che non si somigliano. Quando qualcuno le chiede come sta messa risponde che sta tranquilla, perché non ha messo tutto in una cosa sola. Poi arriva una settimana storta, apre l’estratto conto e trova 5 righe rosse, tutte e 5 con la stessa cifra davanti alla virgola. Va a guardare che cosa c’è dentro i suoi 5 fondi, e nelle prime 10 posizioni di 4 fondi su 5 trova le stesse 7 aziende.
Che cosa fa un insieme, che i pezzi da soli non fanno
Quando si mettono 2 cose nello stesso zaino, il rendimento dell’insieme è la media dei 2 rendimenti, pesata su quanto ce n’è di ciascuna. Su questo c’è poco da capire: 5.000 euro che rendono il 6% e 5.000 che rendono il 2% danno il 4%.
L’oscillazione dell’insieme dipende invece da una cosa in più, cioè da quello che le 2 cose fanno negli stessi mesi. Se salgono e scendono insieme, l’insieme balla come ballano loro. Se una tiene mentre l’altra cede, i 2 movimenti si mangiano a vicenda e la somma balla meno di tutte e 2.
Detta così suona strana, e vale la pena rileggerla piano: 2 cose che oscillano parecchio, messe insieme, possono dare una cosa che oscilla meno di ognuna delle 2. Il rendimento resta la media dei 2, mentre l’oscillazione scende sotto tutte e 2. È il motivo per cui questo campo si chiama «Il portafoglio» invece di «Le cose da comprare».
Il conto che sta sotto si chiama correlazione, ed è la misura di quanto 2 cose si muovono insieme. Da qui in avanti la parola si può anche dimenticare, purché resti la domanda che porta con sé: negli anni in cui questa scende, l’altra che cosa fa?
La figura mette 3 coppie sotto lo stesso righello. Nella prima le 2 linee salgono e scendono negli stessi anni, e la somma ha la stessa forma delle 2. Nella seconda vanno per conto loro, e la somma comincia a stirarsi. Nella terza una sale mentre l’altra scende, e la somma diventa quasi una riga: le 2 cose ballano ancora esattamente come prima, e chi le tiene tutte e 2 quasi non se ne accorge.
Come si guarda, senza fare nessun conto
Per sapere se 2 cose si muovono insieme non serve una formula, e si fa in 10 minuti con i grafici che si trovano gratis. Si prendono gli ultimi 10 anni delle 2 cose, si segnano gli anni in cui la prima è scesa, e si guarda che cosa ha fatto la seconda in quegli stessi anni. Se è scesa anche lei tutte le volte, nello zaino quelle 2 cose contano per una.
La seconda strada è ancora più corta e non richiede nessun grafico: si apre la scheda di quello che si possiede e si leggono le prime 10 posizioni. Se ricompaiono le stesse aziende, il resto della scheda conta poco.
La terza domanda riguarda il motore, cioè da dove quella cosa prende i suoi soldi. Anche 2 aziende che vendono in continenti diversi, a clienti diversi, restano legate se dipendono tutte e 2 dal prezzo dell’energia oppure dal costo del denaro. Il criterio giusto è il motore, e l’etichetta sulla scatola dice molto meno.
I 5 fondi di Anna
Anna apre le schede dei suoi 5 fondi. Quattro seguono l’indice mondiale, comprati da 3 società diverse e con 4 nomi diversi, e il quinto compra azioni europee. Nelle prime 10 posizioni dei 4 compaiono le stesse aziende negli stessi pesi, e quando somma i paesi scopre che il 57,6% del suo zaino sta in un paese solo.
I fondi funzionano esattamente come promettono, e il difetto sta nella somma. Seguono l’indice mondiale, e quell’indice al 31 luglio 2026 pesava per il 72,03% sugli Stati Uniti. Chi ne compra 3 di 3 società diverse compra 3 volte lo stesso paese, e lo compra pagando 3 volte le spese.
La cosa che rende difficile accorgersene è il nome. Cinque nomi diversi su 5 righe diverse dell’estratto conto danno l’impressione di 5 cose distinte, e l’impressione regge finché qualcuno non somma i pesi. Il conto che conta si fa aprendo le schede, una per una, e mettendo in fila i paesi e le prime posizioni.
Il cesto che non conti
C’è una parte del patrimonio che quasi nessuno mette nel conto, e per Anna vale più di tutto quello che sta scritto sul suo estratto conto. Anna lavora da 14 anni nella stessa azienda, e da quell’azienda arriva ogni mese lo stipendio con cui vive e con cui mette da parte. Se quell’azienda entra in crisi, il suo reddito e i suoi risparmi possono muoversi nello stesso mese, e nella stessa direzione.
Per un imprenditore il conto è ancora più sbilanciato, perché l’azienda è insieme il lavoro, il reddito e spesso la parte più grande di quello che possiede. Quando anche i risparmi finiscono nel settore in cui quell’azienda lavora, i cesti tornano a essere uno.
La casa fa lo stesso ragionamento con altri numeri, perché per molte famiglie italiane vale più di tutto il resto messo insieme. Chi la conta insieme al resto guarda un patrimonio diverso da quello che vedeva prima, e a quel punto la domanda su che cosa manca nello zaino ha una risposta più onesta.
Dentro un prodotto che segue un indice mondiale, l’ordine delle aziende non lo decide chi vende il prodotto: lo decide il valore di borsa di ogni azienda, giorno per giorno. Quindi 2 prodotti di 2 società diverse che seguono lo stesso indice hanno le stesse prime posizioni per costruzione, e continueranno ad averle domani. Comprarli tutti e 2 aggiunge una riga all’estratto conto e una seconda spesa da pagare.
Quello che hai appena visto regge negli anni normali, e si assottiglia proprio nelle giornate in cui servirebbe di più. Nei crolli profondi chi ha bisogno di soldi vende quello che riesce a vendere, e cose che per anni si erano mosse per conto loro scendono tutte nella stessa settimana. Questa lezione riduce il ballo degli anni normali. Le settimane peggiori si affrontano con il tempo che ti sei dato e con i soldi che non devi toccare, ed è la materia dei campi che vengono dopo.
Il simulatore · i 2 panieri
Metà e metà nello stesso zaino: di quanto balla l’insieme?
- Il rendimento di un insieme è la media dei rendimenti dei pezzi. L’oscillazione dipende in più da quando i pezzi si muovono, e per questo la somma può ballare meno di ognuno dei pezzi che la compongono.
- Il numero di righe dell’estratto conto dice poco. La diversificazione si misura aprendo le schede e guardando le prime posizioni, i paesi e il motore da cui ogni cosa prende i suoi soldi.
- Il cesto più grosso di solito sta fuori dall’estratto conto: è il lavoro, l’azienda, la casa. Chi lo conta insieme al resto vede un patrimonio diverso da quello che vedeva prima.
